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giovedì 7 giugno 2007

Nebbia dentro

Una settimana di pioggia, umidità all'87 %, nebbia, foschia, macaia, cielo bianco e nuvole spalmate come vinavil su un cielo di piombo.
Inevitabile l'umore vischioso, aspetto l'alta pressione.

mercoledì 6 giugno 2007

Controfigura cercasi

La nostra agenzia "Sciuscià e Sciurbì nu se peu" specializzata nella selezione di aspiranti attori/attrici, presenta il casting 2007 per il concorso "Anche tu controfigura".
Selezioniamo una persona dinamica e flessibile, che sappia destreggiarsi tra 2 lavori, 1 marito, 3 case, 2 geometri e una ditta di lavori edili; vogliamo una persona sveglia e brillante anche dopo un allenamento di karate massacrante, 4 ore di sonno e magari 2 ore di coda in autostrada.
Il candidato ideale deve avere comprovata esperienza di arti marziali (combattimento e kata), filosofie orientali e accozzaglia new age; non guastano doti culinarie e abilità domestiche di base (pulizia, ordine, spesa, lavare e stirare).
Qualità essenziali: resistenza fisica, calma e sangue freddo, parsimonia;
Costituiscono elementi indispensabili: salti mortali, equilibrismi, giocoleria.
Richiesta patente B, astenersi perdigiorno.
Inviare CV a: tuscius-and-tusciorb-itsnotpossible@credici.it

martedì 5 giugno 2007

Acqua azzurra, acqua calda

Lo so, i Giapponesi lavorano 18 ore al giorno, mangiano le balene e sono pazzi per il Karaoke, però tante (tantissime) cose le sanno fare bene, in modo talmente perfetto che noi italiani siamo lontani anni luce.
Un esempio di questa eccellenza sono le terme (Onsen) che ho avuto il piacere di visitare per alcuni giorni l'anno scorso e che, se paragonate alle nostre, sono veramente un altro pianeta.
Gli Onsen sono dei veri e propri paradisi, curati nei minimi dettagli e i giapponesi hanno per le terme e il bagno caldo una vera e propria venerazione, si tratta di un culto davvero particolare.
Se andate in Giappone non potete mancare una visita all'Onsen, tuttavia per non perdere la faccia e comportarvi al meglio eccovi un paio di istruzioni semplici che vi suggerisco di seguire alla lettera:
- prima di entrare nella piscina termale o nella pozza o nella vasca lavatevi accuratamente, con sapone, shampoo e tutto il resto;
- lavatevi ancora un po': i giapponesi sono convinti che gli abitanti di tutto il resto del mondo siano degli zozzoni e controlleranno attentamente, cercando di non farsi accorgere, che vi stiate lavando diligentemente;
- entrate in acqua lentamente: la temperatura si aggira sui 41°, bisogna abituarsi a poco a poco e se entrate troppo rapidamente potreste ustionarvi i piedi (come è successo a me);
- non agitatevi troppo e non lasciatevi andare a schiamazzi o a espressioni di giubilo ad alta voce: i giapponesi sono dei gran chiacchieroni, socievoli e caciaroni ma non vedono di buon occhio i gai-jin (cioè noi) che fanno altrettanto;
- se vi rivolgono la parola, cosa che faranno immancabilmente perchè sono curiosissimi, vi parleranno in inglese ma attenzione alla pronuncia: le "r" sono "l" e viceversa e quando vi diranno che loro in Italia ci sono venuti a sciare, sulle Dolomiti, la frase suonerà tipo "I came to Italy with my fliends, we went to Doromiti; it was vely funny!!!Vely vely beautiful!!! "
- occhio che l'acqua brucia, non state lì a lessarvi per troppo tempo; quando notate che avete assunto un bel colorito rossastro uscite piano dall'acqua e passate alla vasca fredda;
- negli spogliatoi, immacolati e profumati come non avete mai visto, ci saranno sicuramente un sacco di gadgets tipo creme, shampini, balsami ecc... ecc... non fidatevi dell'aspetto, non sono quello che sembrano!!! Rischiate di fare come me, che ho spalmato sul viso un ottimo balsamo per capelli e sono uscita incerita come Frankenstein.
Insomma, questo è il ricordo che avevo delle terme: un luogo di sogno, silenzioso, pulito, un posto di relax e totale beatitudine.
Poi, 2 giorni fa sono stata alle terme della cittadina vicina a noi.
Anche qui, mi pregio di lasciarvi un paio di dritte:
- non hanno armadietti a sufficienza, pertanto potete comodamente ammucchiare la vostra roba su quella di qualcun altro, cercando di non farla cadere nella bagnetta fangosa che ricopre il pavimento dello spogliatoio;
- mettete la cuffia ed entrate in piscina così come siete, senza fare la doccia, tanto non la fa nessuno;
- aspettate pazientemente che si liberi il posto vicino alle bolle dell'idromassaggio, dopo 3 quarti d'ora che la persona accanto a voi si sollazza con le onde potete gentilmente fare notare che ci sono altre persone in attesa;
- attenzione ai bambini incustoditi che si lanciano urlando in piscina con fragorosi tuffi, potrebbero centrarvi in pieno ed affondarvi in un colpo solo;
- se avete prenotato un massaggio, mettetevi comodi, prima o poi arriverà il vostro turno (sono previsti generi di conforto per le attese superiori alle 4 ore).

Comunque non preoccupatevi, se non siete stati in Giappone lo shock culturale non si nota affatto!!!

mercoledì 30 maggio 2007

Il coraggio di essere Uno

In vista del Matsuri, la tradizionale festa di fine anno del corso di karate, sono un paio di settimane che il maestro ci prepara al combattimento con un esercizio chiamato "Sannin". In giapponese "san" significa tre e "sannin" è il combattimento a tre, due avversari contro uno.
E' una prova difficile, per me sicuramente!, che richiede grande concentrazione, coraggio, riflessi e, ovviamente, la conoscenza di un paio di tecniche fondamentali di attacco e parata.
Mi rendo conto, con il passare del tempo, di quanto sia sottile l'arte del combattimento, ogni allenamento è un'esperienza a sè stante, ricca di spunti e sensazioni da osservare.
E' difficile rendere a parole come ci si sente in quei momenti, con due persone pronte ad attacarti, il silenzio, il battito del cuore, il corpo teso, le gambe immobili ma pronte a scattare, lo sguardo fisso a metà tra i due avversari con quello che il maestro chiama "sguardo plus/minus" cioè lo sguardo che vede tutto e niente, diffuso, non puntato su uno dei due ma, in qualche modo, esattamente su entrambi.
La cosa più difficile è restare uniti, ossia essere UNO con chi attacca, non staccarsi, non scappare nè fisicamente nè, ieri il Maestro diceva, mentalmente.
Perchè magari uno sta immobile, ma dentro di sè, nel suo cuore, è fuggito mille chilometri lontano, al sicuro; e se scappi non funziona, ti attaccano e tu sei via, altrove, impaurito, lento, hai già perso.
Essere uno con l'avversario significa diventare lui, muoversi con lui, in sincronia, pensare come lui. Difficilissimo perchè in occidente non sappiamo cosa significhi "restare uniti", ci hanno insegnato che l'altro è appunto altro da sè, diverso, separato, bisogna starne lontani, prestare attenzione, potrebbe essere pericoloso!
Ci vuol coraggio a essere uno e il coraggio si coltiva, come una piantina, annaffiandolo giorno per giorno, con dolcezza.

martedì 29 maggio 2007

Forse non tutti sanno che...

..esiste un metodo veramente facile e garantito per smettere di fumare. Lo giuro, l'ho provato di persona e funziona: dopo 23 lunghissimi anni di onorata carriera come fumatrice grazie a questo libro ho smesso rapidamente e in modo definitivo.
Il libro è stato scritto da un inglese, Allen Carr, fumatore accanito per oltre 30 anni, che ha ideato un metodo semplicissimo per smettere.
Quando mi sono decisa a comprare questo libro ero veramente convinta che niente e nessuno sarebbe mai riuscito a farmi smettere, troppi e vani erano stati i tentativi e dopo periodi anche lunghissimi (tipo 5 anni) in cui ero riuscita completamente a smettere ma avevo poi ricominciato come se niente fosse, ero certa che il fumo mi avrebbe accompagnato per il resto della mia vita.
Ragazzi, non è così e so PER CERTO che questa volta non ricomincerò. Lo so perchè a differenza delle altre volte in cui, non appena smettevo, cominciavo a guardare i fumatori con un'invidia smisurata e ogni momento "speciale" passato senza le sigarette mi sembrava incolore e privo di qualsiasi attrattiva adesso sono assolutamente INDIFFERENTE nei confronti dei fumatori e nei momenti speciali o ansiogeni (feste, tramonti, aperitivi, cene, esami, colloqui, ecc...) non mi passa neanche per la mente l'idea di accendermi una sigaretta.
Questo signore con il suo libro è riuscito ad eliminare dalla mia mente ogni pensiero positivo, o desideroso, relativo al fumo. I momenti speciali sono speciali anche senza le siga; stare in mezzo ai fumatori non mi fa nè caldo nè freddo; la pausa caffè è una pausa caffè, nè più nè meno.
Non mi frega più nulla delle sigarette, davvero, come se gli ultimi 23 anni fossero stati un brutto sogno.
Il libro costa solo 10 euro, non avete niente da perdere, in bocca al lupo.

lunedì 28 maggio 2007

Ciliegie VS Funghi 1-0

Sono nata in una famiglia di raccoglitori di funghi, ma non semplici raccoglitori occasionali, di quelli che ogni tanto la domenica, se proprio non si può andare al mare o al ristorante prendono la macchina e vanno a fare un giretto nei boschi, in un bosco qualunque ad un'ora qualunque e raccolgono funghi qualunque, no no, raccoglitori professionisti, di quelli che si alzano alle 5 e partono con il GPS verso il mitico bosco dove una volta, 4 anni fa, il nipote dell'amico del collega aveva trovato un porcino e, naturalmente, non si chinano neanche a raccogliere colombine, pineroli, chiodini, mazze di tamburo; nella mia famiglia si raccolgono solo porcini e finferli (= galletti), ottimi per il risotto.
Abbiamo interi album di fotografie che ritraggono tutti i membri della famiglia, almeno 4 generazioni, assieme a dei porcini; anche qui, non foto amatoriali ma vere e proprie composizioni, con i funghi disposti nei cesti, sul tavolo, sui balconi di legno dei vari chalet, nelle cassette in mezzo alle foglie di felce e accanto sono sempre indicati la data, il luogo (non precisissimo, mica vorremmo farci fregare il Posto, eh?) e, dato più importante, il peso in chilogrammi.
Adoro raccogliere funghi, davvero, mi piace camminare nei boschi, occhi a terra, scostando foglie e aghi di pino col bastone e il tuffo al cuore di quando si scorge un fungo e si può intonare il fischiettìo rituale (abbiamo anche quello) che segnala al parentado il ritrovamento del porcino.
Però però.
Ieri, per la prima volta, a Castelcinto, abbiamo raccolto le ciliegie dai nostri alberi. Chili e chili di ciliegie, di tutte le varietà, appena lavate dalla pioggia, di un rosso carminio sfavillante e lucente.
A testa in sù, attaccati ai rami più bassi, il sacchetto appeso al braccio, una cosa mai vista e mai provata, le dita che frugano fra le foglie e staccano con delicatezza grappoletti di 5 - 6 ciliegie, una la mangio, le altre nel sacchetto, mi sono persino arrampicata sul ciliegio dietro al fienile e ho strisciato su un lungo ramone per cercare di raccogliere quelle sui rami più alti.
Follia, follia e bramosia, e se penso a tutte quelle che non abbiamo raccolto affitterei una piattaforma da traslochi per raggiungere anche quelle che svettano nel vento sui rami più alti.
E in questo delirio ciliegesco ho pensato che i funghi mi fanno veramente un baffo.
Ragioniamo: per andare a funghi mi devo alzare all'alba, partire con generi di conforto di vario genere (perchè magari nel primo bosco non si trova nulla e bisogna cambiare vallata, perdendo ore preziose), comprare il salatissimo tesserino di permesso, scarpinare per i ripidissimi boschi scivolosi e fogliolati per poi magari trovare un paio di porcini e una manciata di finferletti.
Mentre, per le ciliegie devo alzare un braccio e raccoglierle.
Non ci penso neanche.
Chiedo di essere diseredata ufficialmente dalla famiglia fungaiola e di entrare a fare parte, altrettanto ufficialmente, di quella ciliegina.

venerdì 25 maggio 2007

Proposta di Legge

Finalmente!!! l'aspettavo da tanto e fra poco troveremo anche in Italia la pillola anti-ciclo, la salvifica, benefica, santissima pillolina che eliminerà, mi auguro in modo definitivo, le antipatiche e anacronistiche mestruazioni.
Ma come si fa, dico io, nel 2007 a subire ancora questa barbara funzione fisiologica, anti-igienica, anti-estetica, dolorosa e, soprattutto, inutile?
Che ce ne facciamo noi donne del ciclo sinceramente non lo so, non riesco a intravvedere alcun vantaggio: pessimo umore, gonfiori, crampi, la sensazione di sfinimento e ansia e poi, diciamocelo, perchè solo noi? Ma che, ci ha portato la piena? Almeno facessimo un po' per uno con i signori maschietti...
E allora, in attesa che la provvidenziale pillolina arrivi anche in Italia propongo di mettere fieno in cascina con una bella proposta di legge, almeno ci portiamo avanti e ci prepariamo spiritualmente all'avvento di una nuova era (altro che Age of Aquarius, tsk).
Il testo potrebbe essere il seguente:
" Cara amica, cara cittadina,
stiamo per assistere ad una rivoluzione che interesserà tutte noi, giovani e anziane, di qualunque religione, credo e istruzione.
Entro breve saremo libere dal ciclo e potremo riappropriarci della nostra vita, delle nostre priorità, dei nostri bisogni. Questa proposta di legge mira a regolamentare la Femminilità, di modo che, una volta sterilizzate e acicliche, metteremo a frutto nel migliore dei modi la nostra nuova personalità:
1) L'assunzione della pillola anti-ciclo sarà resa obbligatoria a partire dai 12 anni, pena 2 anni di reclusione per atteggiamento restauratore e tradizionalista di ostacolo al Progresso.
2) Tutte le donne si impegnano ad assumere una personalità e un comportamento di tipo maschile, evitando di indugiare in atteggiamenti femminili, tipicamente piagnucolosi e lamentosi;
3) Dall'entrata in vigore di questa legge saranno ritenute illegali e passibili di sanzioni pecuniarie le seguenti attività:
  • dispensare coccole, bacini, abbracci ed altre forme di consolazione o approvazione;
  • tergiversare in fantasie, sogni ad occhi aperti, chimere;
  • dare credito e/o fare affidamento su intuizioni e presentimenti;
4) Ciascuna donna dovra sforzarsi in massima misura di non avere alcuna reazione, fisica od emotiva, al variare del ciclo lunare; la luna sarà considerata esclusivamente un satellite del pianeta Terra;
5) Parole come: amore, tenerezza, dolcezza, bambino, vita, morte, Terra, madre e simili non rivestiranno più un significato particolare nè daranno adito ad impulsive reazioni o emozioni;

Certe di incontrare il massimo appoggio e la massima stima vi diamo appuntamento all'alba del Nuovo Giorno,
hasta la libertad siempre.