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giovedì 21 giugno 2007

La metamorfosi

"Un mattino, al risveglio da sogni inquieti,Gregor Samsa si trovò trasformato in un... hobbit!" (Kafka, "La Metamorfosi")

Avete presente gli hobbit, no? Non tanto alti, amici di Nani e Elfii,
pazzi per gli anelli e l' erba-pipa, piedi enormi e pelosi...
Ecco, ieri ho capito che solo a loro potrebbero stare bene le Crocs!
Perciò, cari amici, se un bel giorno vi svegliate e guardandovi allo specchio scoprite di assomigliare a Frodo Baggins non perdetevi d'animo: uscite di corsa e compratevi un bel paio di queste zatterone colorate!!!
Nessuno farà caso ai vostri piedoni villosi e sarete anche à la page.




Credits: ringrazio Agnese per la realizzazione tecnica delle immagini!

mercoledì 20 giugno 2007

Concerti di TAIKO


Domani sera atterra a Genova un nutrito gruppo di musicisti giapponesi, di fama internazionale, che terrà una serie di concerti di Taiko in Italia.
Il principale esponente del gruppo, Kurumaya Masaaki Sensei, è un vero Maestro, come pochi ne sono rimasti. Ho avuto il piacere di ascoltarlo in Giappone e, ahimè, non trovo parole per descrivere la forza e l'armonia che riesce a trasmettere quando suona, la sua gioia e la perfezione dei suoni che emanano dal tamburo.
Il primo concerto inaugurerà il Festival del Mediterraneo di Genova, lunedì 25 giugno alle 21, all'EXPO. Le altre date, a Finale Ligure e Fiesole sono qui.
Del Taiko ho già scritto, è un'esperienza speciale sia per chi ascolta che per chi si cimenta con il tamburo; per me è vita e coraggio, è forza, ordine, equilibrio, il taiko è essenzialmente Gioia pura.
Se avete tempo e siete in zona, vale veramente la pena.

martedì 19 giugno 2007

Test di INTOLLERANZA



Comincio a pensare che sia troppo tempo che lavoro per un help desk TELEFONICO per problemi INFORMATICI, noto in me segnali preoccupanti.

Pubblico, per il bene comune, un breve test che potete utilizzare per scoprire in voi tracce di intolleranza alle telefonate dell'utenza:

1) Siete a casa, squilla il telefono:
a. Rispondete a vostra madre con un disinvolto "Sono Maddalena, in che cosa posso esserle utile?";
b. maledicete mentalmente il telefono, la suoneria e, già che ci siete, anche Guglielmo Marconi;
c. vi mettete a piangere;

2) Il nuovo virus che ha disintegrato i PC dell'FBI sta per arrivare in Italia:
a. vi fa un baffo, i vostri utenti sono troppo intelligenti (dite la verità, NON lavorate ad un help desk informatico);
b. vi arruolate nella legione straniera;
c. vi mettete a piangere;

3) Sta per uscire la nuova versione di Windows:
a. fate un party per festeggiare (ripeto, secondo me NON lavorate ad un help desk informatico);
b. fate richiesta di ammissione ad un monastero tibetano;
c. vi mettete a piangere;

4) Vi chiamano al telefono per segnalare un problema con TLOK:
a. non sapete di cosa stiano parlando, spiacente, riattaccate (confessate, dove lavorate in realtà???)
b. capite immediatamente che si tratta di OUTLOOK;
c. vi mettete a piangere;

5) Siete in vacanza in Giappone e il PC dell'internet point è fuori dalla rete (sic):
a. pazienza, non era urgente (non avete mai messo piede ad un help desk, eh?)
b. nonostante gli ideogrammi riuscite a smanettare fino a che internet riparte (sic)
c. vi mettete a piangere;

6) Un utente particolarmente tanardo non capisce il semplice comando CTRL+ALT+CANC:
a. Non tutti hanno competenze informatiche (perchè mai fingere di lavorare ad un help desk?)
b. assoldate un cecchino serbo per farlo fuori;
c. vi mettete a piangere;

Ecco, sono poche, semplici domande ma abbastanza indicative.
Maggioranza di risposte A: vi abbiamo smascherato subito, siete dei bugioni che non hanno mai messo piede in un help desk.
Maggioranza di risposte B: state attenti, l'infartone è alle porte.
Maggioranza di risposte C: coraggio.

giovedì 14 giugno 2007

Torta di riso... FINITA!!!

Su un tramonto spazzato dal vento ieri sera si è svolta, come di consueto in questa stagione, la leggendaria cena a casa dei genitori di Chiara. Negli anni il numero di partecipanti si è progressivamente ridotto, fino a raggiungere il minimo storico di 4 coppie, per un totale di 8 adulti (bambini a nanna con baby sitter).
Chiara vive in Olanda ormai da anni mentre noi tutte, Fabrizia - Raffaella- io, siamo rimaste più o meno in zona; e ogni volta che Chiara viene qui ci interfacciamo con Jeroen, olandesissimo di nascita.
Ora, di cosa si parla con un olandese?
Ieri sera, con notevole coraggio, ci siamo lanciati su un discorso alquanto complesso: abbiamo cercato di spiegare, ad un sempre più costernato Jeroen, il significato degli sketch di una nota trasmissione televisiva, intitolati "Con quella faccia un po' così" che riportano le sventurate vicende di uno sprovveduto turista tedesco in vacanza in Liguria.
Orbene, come si spiega ad un olandese che i Liguri hanno un caratteraccio chiuso e taciturno? Come gli si presenta la differenza tra noi e, tanto per dirne una, i romagnoli? Perchè dovrebbe godere del fatto che i turisti che osano venire qui sono dileggiati, insultati o, se sono fortunati, ignorati con freddezza? Come rendere il rancore millenario di una regione strozzata fra mari e monti che non ha mai avuto niente per caso e si è sempre dovuta fare un mazzo così per tirare fuori qualcosa dalle sue terre e dal suo mare? E' chiaro che la gente di un posto così, invasa a turno nei millenni da chiunque vagasse per il Mediterraneo, abbia sviluppato una qual certa diffidenza per i "foresti" (una volta barbari invasori, oggi turisti) ma come si giustifica tutto ciò in un mondo globalizzato dove il cliente, sovrano, ha sempre ragione?
Magari la prossima volta cercheremo di giustificare la presenza del Gabibbo, chissà.

mercoledì 13 giugno 2007

Giugno mugugno

A me una volta giugno piaceva tanto, davvero.
Cominciava a fare caldo, le giornate si allungavano, spuntavano le braccia dalle magliette, si poteva uscire senza calze e canottiera. Finiva la scuola e mi pregustavo le lunghe vacanze estive, i bagni al mare, le settimane con i nonni in montagna; gli ultimi giorni in città non mi pesavano neanche, erano il preludio all'estate, l'inizio di un gran divertimento.
Poi sono diventata grande.
Adesso giugno è un mese qualunque, solo fastidiosamente più caldo e con le giornate che si trascinano fino alla fine, lunghe, con una luce truffaldina che permette di prendersi ancora un altro impegno e di tirare avanti ancora un po'.
Il mio obiettivo principale in queste giorni è trovare un posto idoneo e alcuni minuti per dormire, abbioccarmi, schiacciare pisolini, anche solo chiudere gli occhi e azzardare una fase rem qualsiasi.
Ultimamente ho scoperto che se mi sdraio sui sedili posteriori della macchina e ripiego le gambe posso dormire comodamente, naturalmente dopo avere impostato la sveglia sul cellulare.
Un po' barbona, ma pazienza.
Dormicchio anche in autobus, ma devo trovare posto a sedere lato finestrino per appoggiare la testa che comunque mi sbatacchia sul vetro e mi procura inopportuni bernoccoli.
Ho provato a sonnecchiare alla scrivania, ma i colleghi fanno commenti spiritosi ad alta voce che non mi consentono di prendere sonno. Il treno, invece, è perfetto perchè sui regionali fa un caldo tale che si entra in uno stato di pre-coma molto simile al sonno profondo, abbastanza ristoratore.
Invece ho un dubbio: secondo voi, le piazzole dell'autostrada sono sicure per abbioccarsi?
Non so, con quei camiononi parcheggiati, quegli autistoni che passeggiano tra l'erba, sempre soli, sempre incavolati... non vorrei rischiare la pelle per un pisolino che poi vi tocca chiamare i CSI per ritrovarmi o, nella peggiore delle ipotesi, i Cold Case (tocchiamo ferro, sono quelli dei casi irrisolti, vuol dire che i CSI non hanno trovato una mazza e siamo alle riserve).

martedì 12 giugno 2007

La tredicesima storia

Mi ero ripromessa di non scrivere recensioni di libri, ma questo vale veramente la pena.
Si intitola "La tredicesima storia", ed è un romanzone d'altri tempi, con atmosfere alla "Cime tempestose", personaggi carichi di pathos ( e anche un po' jella, diciamolo) e romanzati, una vera delizia.
Mi sono ritrovata a comportarmi come qualche anno fa quando, ancora single, leggevo in ogni momento della giornata: a colazione davanti al tè, a pranzo, nel pomeriggio, sull'autobus, in treno, prima di dormire, ogni momento era buono per rosicchiare ancora qualche parola, una frase, un colpo di scena.
Bello, bello, bello.

venerdì 8 giugno 2007

Un altro mondo è possibile

E' inutile, sono passati quasi 7 mesi ma ancora non mi sono abituata a vivere in un paese, i miei neuroni cittadini, schizzati e paranoici, saltano fuori da ogni parte, mettendomi in imbarazzo e facendomi fare cose assolutamente fuori luogo.
L'altra volta, ad esempio ero per la prima volta dal medico: ospedale pulitissimo, sala d'aspetto decorosa, addirittura con riviste (!!!), dottore calmo e sereno che mi ha ascoltato per un ora (ri-!!!). Mi prescrive gli esami del sangue.
Alla parola "esami del sangue" tutte le cellule del corpo si tendono con un fremito.
Un presagio di battaglia si fa strada dentro di me, scene apocalittiche mi appaiono alla memoria: sveglia all'alba, mischie per il numerino, vecchietti che colpiscono a tradimento con bastoni puntuti, infermieri ostaggio della folla inferocita, code di ore davanti alla porta un laboratorio chiuso per sciopero, urla, minacce, zuffe corpo a corpo ... cose così, insomma, le solite cose della città.
Va bene, dico con un ghigno, e gli esami del sangue siano.
L'infermiera con tono soave mi dice di presentarmi al laboratorio dell'ospedale alle 8.
Ahahaha. Ma per chi mi ha preso??? Alle 8??? Seeee, penso dentro di me, alle 8 e' TARDI, TROPPO TARDI, hanno già dato i numerini, ci sono già stati i primi feriti, orde di vecchietti hanno già occupato tutte le sedie, lo sanno tutti che bisogna arrivare all'alba.
Il D-DAY si presenta con pioggia e vento, bene, penso dentro di me, tempo giusto per un giorno di guerra. Mi presento in ospedale alle 7 e 20: è chiuso.
Ohibò.
Come chiuso?
Mi avvio sotto un diluvio dirotto a comprare il giornale. Torno alle 7.35 e trovo due vecchini che conversano amabilmente davanti allo sportello ancora serrato. Mi avvicino circospetta, pronta a colpirli in caso di reazione ma loro non si scompongono, anzi MI SORRIDONO e riprendono a chiacchierare.
Alle 7.50 si avvicina l'infermiera con la macchinetta dei numerini.
AH-AHHH. Scatto in piedi, brandendo l'ombrello e il giornale, pronta alla rissa.
Nessuno si muove. Uno dei due vecchietti, notando la mia impazienza, si avvicina con un sorriso e mi dice che se ho fretta e devo andare a lavorare posso prendere il suo posto.
A quel punto capisco.
Capisco che non c'è fretta, che non ci sarà nessuna rissa, che non dovrò litigare, discutere, azzannare nessuno. Che tutto si svolgerà in modo civile e ordinato e, nel giro di mezzora sarò al lavoro.
Cavolo, ma dove ho vissuto finora???