giovedì 17 novembre 2011
Crisi di mezz'età
lunedì 19 settembre 2011
Il dono della sintesi
Io, personalmente, da brava mamma ex nevrotica e ex ansiosa (ex?), cerco ogni giorno di guardare i miei bimbi con occhi nuovi, per evitare di etichettarli e di costringerli in una definizione che li spogli di autenticità.
Ogni sera mi chiedo se ci sono riuscita.
E poi arriva lui, lui il maritozzo, che mi sente parlare di genuinità, di tirare fuori il meglio da loro, di cercare di scoprire i loro talenti e svilupparli ma senza toccare le loro differenze e bla bla bla, il maritozzo dicevo, che ieri mi guarda e mi dice:
- "Ho capito tutto, sai?"
- "Tutto di che?"
- "Dei nostri figli"
- "Ah. Tu hai capito tutto. E cosa hai capito?"
- "Ho capito chi sono e come sono fatti. Il Topolo è una puntina da disegno sulla sedia: ti fa saltare su, urlare di dolore, ti fa incxxxare come una iena ma poi, alla fine, ridere di gusto"
- "E il Ciccionetto?"
- "Il Ciccionetto è come un paio di mutande strette. Non piange mai, al massimo si lamenta ma va avanti un sacco di tempo, proprio come le mutande strette che non è che ti facciano male male, ma arrivi a sera che sei sfastidiato e solo quando le togli capisci che erano loro".
Ecco lì.
Signore e signori, vi presento Puntina e Mutanda.
E io che mi credevo.
martedì 9 agosto 2011
Il punto di non ritorno
sabato 4 giugno 2011
L'ingegnere in erba 2
giovedì 17 marzo 2011
Il neurone condiviso (sì, ma con chi?)
sabato 30 ottobre 2010
Organizzato...dentro
Ah sì, è vero, eh pazienza.
Ma come, non la cambi?
No, Oggi è mercoledì.
Ah.
Mah.
Due giorni dopo, improvvisamente un freddo caino: nini, scusa neh, ma hai addosso la polo e ci saranno 3°... non ti conviene indossare un maglione?
Eh, magari domani, oggi è venerdì.
Ah.
Mah.
Alla fine gliel'ho chiesto: scusa, ma perchè non ti puoi cambiare il vestito di mercoledì e venerdì?
Eh... vedi... non sono i giorni scelti...
Scelti? Scelti per cosa?
Per cambiare i vestiti. I giorni in cui mi posso cambiare sono il martedì, il giovedì e la domenica.
Quindi se ti macchi? O fa freddo? O fa caldo?
Beh, mi cambio il giorno dopo, non è grave.
...
...
Cioè fammi capire: tu hai deciso che ti cambi solo in quei 3 giorni?
Sì, non è geniale?! Almeno sono tranquillo, ci sono 4 giorni alla settimana in cui non devo pensare a cosa mettermi!
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L'altro ieri un maritozzo corrucciato fissa i suoi calzini.
Che c'è nini, sono spaiati?
No, non so se li devo cambiare o meno...
In che senso, scusa?
Eh.... da quando non vado più in ufficio e non mi devo vestire bene tutti i giorni ho perso il calcolo dei giorni in cui mi devo cambiare e ora non so più se la roba che ho addosso va bene o no!
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Vi prego, adottate anche voi un ingegnere: hanno tanto, tanto bisogno di affetto.
sabato 21 novembre 2009
Senza parole
- Ecco! Lo sapevo, arrivi tu e guarda che sorriso!
- ...
- Insomma, voglio dire, son qui da mezz'ora che lo intrattengo... sono ben suo padre!
- ...
- A me neanche uno sguardo, entri tu e guarda qua: sorrisi, risatine, tende le manine per toccarti, ti guarda quando ti muovi... è umiliante!
- ...
- Bè, non mi dire che non conto nulla, sono un padre presente io! Però, accidenti, tutti 'sti sorrisi a me non li fa!
-...
- Non dici nulla? Hai la coda di paglia, eh?
- Dunque vediamo: l'ho portato nella pancia per nove mesi, tra nausea e rutti (ricordi che volevi iscrivermi alla Corrida? Avrei avuto un successone, dicevi, se avessi imparato a parlare con i rutti). Mi occupo di lui, 7 giorni su 7, tutto il giorno e, soprattutto, tutta la notte quando somministro la tetta 2- 3 ma anche 7-8 volte di seguito mentre tu ronfi come un compressore e non ti svegli manco coi gavettoni. Gli cambio il pannolino, lo vesto, lo porto in giro, lo coccolo se piange, lo sgrido forte ma poi mi pento e lo bacio ancora di più. Gli preparo le pappe, gli canto le canzoncine, gli leggo i libretti e mi invento mille storie diverse per farlo divertire. Conosco ogni suo umore e cerco di prevenirlo, conosco ogni sua esigenza e cerco di andargli dietro, accorro al primo vagito interrompendo qualunque cosa io stia facendo, e questo da oltre 7 mesi.
Ora.
Non dico che quando entro in stanza si debba inchinare fino a terra gettando petali di rosa dove poso i piedi ma almeno un sorriso, se non altro per educazione, non credi che me lo possa concedere?
- ...
- ...
- Bè? Non dici nulla?
- Allora domani vengono i tuoi a pranzo?
(Campagnola 1- Jeeg 0. Palla al centro e pedalare).
venerdì 7 agosto 2009
L'ingegnere in erba
Dopo 4 anni di matrimonio posso senza dubbio affermare di essere una moglie molto, molto fortunata: Jeeg non ha vizio alcuno, non beve, non fuma, non sperpera lo stipendio in “Gratta e vinci”, non è dipendente né dal calcio né dal Gran Premio.
E' un ragazzo (ehm... un uomo) sobrio e posato, ama fare la spesa e cucinare, tiene in ordine casa e vestiti e da quando è nato il Nanno si è rivelato un padre affettuoso e presente.
In effetti, sembra non avere pecche, ma non fatevi ingannare, sotto una facciata di apparente riservatezza, frugale e moderata, nasconde un animo concupiscente che spasima per un'unica cosa: le piante.
Ahimè sì, Jeeg è posseduto dal demone del giardinaggio ed è un demone avido e frustrato che, non avendo ancora trovato terreno fertile su cui proliferare, si manifesta nei modi più fantasiosi e nei momenti meno opportuni: due piccole castagne di ippocastano nel sacchetto dei giochi del Nanno; una noce raccolta in Trentino posata sullo scolapiatti in cucina; foglie di tiglio, frassino e quercia messe a seccare tra le pagine di Altroconsumo; un barattolo di “Radicante per fiori e piante” sul comodino in camera da letto, accanto ai fazzoletti di carta e l'abat jour, sono i segni che lascia, piccoli ma inequivocabili.
Chiunque di noi si accorgesse di essere abitato da un'ossessione incoercibile farebbe di tutto per liberarsene: esorcismi, disinfestazioni, riti di purificazione, qualunque cosa pur di mettersi l'animo in pace.
Jeeg no.
Jeeg è un ingegnere.
E come tutti gli ingegneri affronta i casi della vita con puntiglioso rigore.
E così, dopo “La grande enciclopedia del Giardinaggio” è stata la volta di “Alberi da Frutta”, “Il mio Orto”, “Il Giardiniere dilettante” e di una cospicua serie di libercoli monotematici sulle piante grasse, le bulbose, le rose e le magnolie.
Ho intravisto anche un calendario per la semina di tipo steineriano.
L'ingegnere ha letto tutto.
Analizzato.
Imparato.
Confrontato foglie e corteccie, tipi di petali, di impollinazione e linfa.
Ha raccolto terriccio, gusci, rametti, talee, noci e bacche di ogni forma e colore.
Si è abbonato a “Terre campagnole” e registrato su www.giardinaggio.it
E ora sa.
E' homo botanicus fatto e finito.
Capita di camminare per un viale alberato e lui, incurante del Nanno che urla o piange, snocciola il nome di ogni albero e illustra con dovizia di particolari il tipo di foglie, il colore della corteccia, il mese di fioritura.
Pone interrogativi inquietanti tipo “Da cosa distingui l'ailanto dal frassino?” oppure “Come mai la corteccia di questa betulla è così bianca?” o ancora “Qual'è il mese di fioritura delle robinie?”.
Naturalmente sono domande retoriche, non si aspetta risposta alcuna.
Io ammicco, annuisco, comprendo e incoraggio.
In realtà, punto tutto sul nanno: il mio obiettivo è semplice, fare del Nanno il suo più grande fan, figlio devoto e ammiratore incontrastato.
Tale padre, tale figlio, perchè due giardinieri is meigl che uan.
lunedì 6 ottobre 2008
Il nuovo gioco dell'ingegnere
giovedì 31 gennaio 2008
Una Rottenmaier in bagno

Vi parlo della famosa bilancia pesa persone di marca NAZI, modello Rottenmaier.
Regalata a Natale da ignari genitori si è installata in bagno al posto della storica pesapersone, buonanima, onesta e lavoratrice, che se potessi la recupererei dal cassonetto e getterei la Rottenmaier tra le fiamme.
E' una gran bella bilancia, tutto sommato, cromata, leggera, moderna, con un ampio display su cui leggere il proprio peso a caratteri cubitali.
Il primo giorno vede un Jeeg entusiasta salire in piagiama sulla nuova bilancia e iniziare la procedura di registrazione utente:
- ok, salgo, sì non mi conosci, piacere sono Jeeg , ecco premo qui... memorizzo... fatto!
- BENVENUTO UTENTE 1 - PESI 75 KILI
Il giorno dopo, uguale:
- ciao, sono di nuovo io, eccomi qui... allora, quanto peso?
CHI SEI
- Come chi sono, sono quello di ieri, utente 1.
IDENTIFICARSI, PREGO
- Sono utente 1, idiota di una bilancia, mi sono registrato ieri, non mi riconosci?
UTENTE SCONOSCIUTO- SERVIZIO NON DISPONIBILE
- Ma porcaccia... uff, vabbè, mi registro di nuovo....ok, ecco fatto. Allora quanto peso?
UTENTE 1 - MEMORIZZATO- PESI 74 KILI
E Jeeg è bello contento. Poi gli viene l'influenza, sta a letto 1 settimana, mangia a stento e poco.
Una settimana dopo, alle 6 di mattino, col suo bel pigiamino, sale sulla bilancia, pregustandosi il notevole calo di peso:
- eccomi qua, allora quanto peso?
CHI SEI
- come chi sono??? Sono sempre io, brutto pezzo di ferro, sempre lo stesso, hai capito?!?
IDENTIFICARSI, PREGO
- ma sono iooooooooooo!!!!! questa BIIIIP di bilancia non funzionaaaaaaa porca BIIIIIP
UTENTE SCONOSCIUTO- SERVIZIO NON DISPONIBILE
- io ti strozzoooooooooo....
Ma Jeeg è ingegnere di rimuginio efficace e dopo qualche ora... eureka!!! mi comunica che ha risolto il problema: quando si perde troppo peso la bilancia non ti riconosce più e perde la memorizzazione. Cioè, se uno perde di più di un kilo lei pensa che stia mentendo, la stia truffando, probabilmente pensa che stia chiamando il vicino di casa per dimostrarle che ha perso peso. Quindi bisogna trovare un modo per calare di peso poco alla volta, di modo che lei si fidi e continui a tenere l'utente in memoria.
Il giorno dopo, con un ghigno satanico, Jeeg sale sulla Rottenmaier:
- eccomi qua, inutile pezzo di ferro, allora quanto peso?
CHI SEI
- ahaahh, non mi riconosci eh? ecco qui... indosso l'accappatoio...
AH, SEI TU UTENTE 1 - PESI 74 KILI
- perfetto... ora tolgo l'accappatoio... ora quanto peso?
UTENTE 1, PESI 72,8 KILI - BRAVO HAI PERSO PESO
Questa pantomima si ripete tutte le mattine: Jeeg sale sulla bilancia, mette l'accappatoio, si pesa, toglie l'accappatoio, si ripesa, verifica il suo peso.
E poi gode del risultato. Sì, perchè mi sono dimenticata di dirvi che la Rottenmaier non si limita a comunicare l'aumento o il calo di peso in modo neutrale, facendosi i fatti suoi come tutte le bilance del mondo, nono, lei deve dire la sua ad ogni costo. E così, se sei aumentato accende una feroce luce rossa, mortificante e greve di sensi di colpa e se hai perso peso accende una bella luce verde, a complimentarsi con te. Se sei rimasto uguale ti ignora, con una luce arancione senza infamia e senza lode.
A questo siamo arrivati: al posto della nonna che ti rimpinza perchè sei magro come uno stecco, o della moglie, che ti critica la pancia, abbiamo una bella bilancia ottusa e impicciona che non si fida di te, ti tratta come un demente e alla fine ti umilia anche con il semaforo rosso!
lunedì 29 ottobre 2007
Risky business (affari pericolosi)
Andiamo con ordine.
Mio papà è ingegnere, mio nonno materno è ingegnere, mio zio Boss è ingegnere, così come mio zio Il Giusto e lo zio Scroogy. Uno dice, sapevi a cosa andavi incontro. Okkey, okkey, chi è causa del suo mal pianga se stesso, è inutile piangere sul latte versato e via di seguito.
Premetto che non ho nulla di personale contro gli ingegneri, ci mancherebbe, anzi li trovo particolarmente razionali, organizzati, puliti, spiritosi e stimolanti.
Restano tuttavia ingegneri.
Ieri sera, insieme a Jeeg, ho deciso di preparare la marmellata di mele cotogne, la ricetta diceva:
3 kili di mele, 1 kilo di zucchero
Pulite le mele cotogne e fatele cuocere a fuoco lento insieme allo zucchero, in una padella antiaderente finché non saranno cotte. Invasate e conservate in un luogo fresco ed asciutto.
Basta, niente altro.
Andiamo al supermercato, a comprare i vasetti: Jeeg fa un complicatissimo calcolo, trasformando i kili delle mele in litri, il peso dello zucchero in acqua, sommando i litri di mele e quelli di zucchero e decide di comprare 6 vasetti, per un totale di 3 kili. Mi sembrano tanti, ma non insisto, il capo è lui, lui calcola io eseguo.
Puliamo le mele, poi gli dico, mettile nel pentolone con lo zucchero, coprile e lasciamo cuocere.
Jeeg mi chiede se ci mettiamo dell'acqua, no, la ricetta non la prevede. Se sicura? perchè forse è meglio mettercela. No, non ci vuole acqua.
Passano 5 minuti.
Io ci metterei dell'acqua, perchè comunque le mele sono asciutte, lo zucchero è solido... Non ci vuole acqua, come te lo devo dire? Ma quando facciamo la salsa ci vuole, ma questa è marmellata, non ci vuole acqua. Io ce la metterei.
Passano 5 minuti.
Però forse con un po' d'acqua... AAAARGGGHHHHH.
Questo per dire che l'ingegnere non molla.
Mai.
Se ha un'idea, se nella sua testa la composizione chimica di un qualunque cibo, oggetto, prodotto prevede certe operazioni bisogna farle assolutamente.
La flessibilità non è prevista, l'approssimazione neppure, la creatività non ne parliamo.
Alla fine, dopo che le mele hanno dato circa 8 litri d'acqua che si è asciugata lentamente, le abbiamo invasettate.
Ps. Per la cronaca, erano sufficienti 3 vasetti, non 6.
E ora sparatemi pure.