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giovedì 19 gennaio 2012

Il segreto del suo successo

Zio Pane è giovane come l'acqua, ancora da laureare, atletico, cordiale, gioviale. Dedito alla bella vita e ai viaggi passa il suo tempo tra lo studio, gli allenamenti e presunte visite agli amici in tutte le parti d'Italia e Europa purchè raggiungibili da compagnie low cost.
Zio Pane sta cercando un lavoro serio, suo malgrado, perchè l'età e il senno gli suggeriscono che sarebbe anche l'ora di dire basta ai lavori massacranti e sottopagati, con mansioni da ameba monocellulare decerebrata.
Zio Pane cerca lavoro come io cerco un master in fisica nucleare:
- Bè, allora, come va? Hai mandato qualche curriculum in giro?
- Maaaah.... sì.... ne ho mandati un paio.... tanto per fare vedere che mi impegno...
- E ti hanno risposto?
- Beeeeeh.... in effetti mi hanno anche chiamato....
- Ah sì???? E cosa dicono? Un colloquio??
- Eeeehhh... veramente non ho risposto....
- Cosa??? Non hai risposto ad una chiamata di una ditta?!?
- Uuuuhhh... stavo andando in palestra.... non avevo tempo....
- E li hai richiamati???
- Ahhhh sì... poi dopo qualche giorno li ho sentiti per vedere cosa volevano...
- E che dicono?
- Vogliono farmi un colloquio...
- Ah bene!!! E quando vai?
- Boooooh.... volevano che andassi venerdì ma non potevo, sai devo partire per Roma... gli ho detto che sarei andato lunedì...
- Fammi capire: prima ti chiamano e non rispondi, poi ti offorno un colloquio e tu non puoi, poi sei tu a decidere la data... Che altro???
- Bè, in teoria dovrei andarci in giacca e cravatta ma è un problema, perchè poi dopo vado ad allenamento e dovrei cambiarmi... Dici che se ci vado in jeans è un problema?!
- SI' CHE E' UN PROBLEMA, DANNAZIONE!!!! Stai per entrare nel mondo del lavoro, cazzarola, non puoi andare in jeans!
- E vabbè, stai calmo... Mi metterò qualcosa di decente... Ah, poi naturalmente chiederò il part time...
- Già che ci sei chiedi anche la macchina aziendale, il blackberry e uno schiavo personale che si zerbini per farti pulire le scarpe...
- Ah! Dici che posso chiedere il blackberry?! Forte!
- Guarda che scherzavo... Lascia perdere il part time, accetta tutto quello che ti propongono... mi raccomando!

Insomma, dopo 3 faticosissimi colloqui (faticosisssimi perchè il nostro è parecchio impegnato, ha avuto problemi a concedere ore del suo prezioso tempo) zio Pane è stato assunto, suo malgrado, in una super ditta fighissima che lo prosciugherà come un pedalino nel giro di pochi mesi.
Ieri era il suo primo giorno di lavoro:
- Allora, com'è andata?
- Un giorno in meno alla pensione.
Ecco.
Mi sa che dopo un solo giorno è finalmente entrato nell'ottica giusta.

martedì 10 gennaio 2012

La famiglia cresce

E questa volta sono due in un botto solo! Bam!
Una è sicuramente una femmina, l'altra potrebbe anche essere un maschio, chissà, si scoprirà quando cresce.
Per ora sono chiuse nella loro casetta, si stanno acclimatando: mangiano, bevono, fanno la nanna sul trespolo. L'inge le va a trovare più volte al giorno, bussa alla porticina chiocciando "Pita, pita pita" (pare sia un richiamo standardizzato) e ha negli occhi un'aria sognante e innamorata. 
I bookmakers della valle ci danno 10 a 1, dove 10 sono la volpe /la faina/ il cane da caccia dei vicini e 1 sono le speranze di sopravvivenza di Guendalina e Adelina oltre le prime 24 ore  all'aperto.
Speriamo bene, mi dispiacerebbe un sacco per le pollastre ma ancor di più per il cuore spezzato dell'inge!

mercoledì 4 gennaio 2012

Di acqua calda e altre amenità

Il punto è questo: nello stesso istante in cui metti al mondo il primo figlio vieni catapultato nell'universo della divinazione e/o scaramanzia e/o superstizione.
Non ci capisci una mazza, non sai dove sbattere la testa, tutto è centrifuga e tu, anzichè stare al centro del ciclone immobile e silente come una statua di Buddha sei proiettato a 6000 giri sul perimetro esterno, totalmente fuori controllo e incapace perfino di pregare.
Allora ti aggrappi ai segnali, agli auspici, agli indizi, ai sintomi, alle tracce, qualunque cosa va bene purchè ti dia un minimo di regola e di gestione:
- "ha dormito 2 ore di pomeriggio, stanotte ne dormirà senz'altro 9"
- "ha mangiato tutte le carote, deduco che le carote gli piacciono assai"
- "ha imparato a gattonare a 9 mesi, cammina senza dubbio a 12"
- "quando si addormenta sul fianco dorme meglio, a pancia in sù si sveglia un sacco di volte"
Il tuo obiettivo è creare una mappa di tuo figlio, un foglio di sitruzioni per l'uso, un accidenti di manuale del piffero che ti aiuti a districarti in un universo alieno di cui nessuno ti ha mai detto alcunchè.
Alla fine ti arrendi: tuo figlio è come la stele di Rosetta, un geroglifico vivente imperscrutabile e inafferabile come la nebulosa di Orione.
E pazienza, ha ormai due anni e passa, sei sopravvissuto e ti senti un essere umano migliore e soprattutto imbattibile.
Incontri le neo-mamme, tremolanti e ansiose e le apostrofi dall'alto della tua supponenza:
- "Guarda, ogni bambino è diverso, non ti preoccupare, andrà tutto bene".
E te ne vai con la sicumera di chi ha visto cose che voi umani, lasciandola stupefatta e intimorita.
Poi ti nasce il secondo e tu pensi che ormai non ce n'è per nessuno: sei sopravvissuta al primo, con le unghie e con i denti, il secondo ti fa un baffo.
Scordandoti delle tue stesse parole tiri fuori la vecchia mappa che avevi scritto all'epoca e ti appresti al "solito" programma, visto uno visti tutti, ridacchi tra te e te.
Poi scopri l'acqua calda: il secondo bambino non è come il primo.
Non è come nessun altro, in effetti.
A dirla tutta, non ci capisci una mazza nemmeno con questo.
Sì, sei già abituata al jet leg, alla mungitura quotidiana, al neurone suicida e alla stanchezza cronica. Però devi ricominciare da capo.
Non si sa come, quell'adorabile cicciotto, con le ganasce più tenere del pianeta e le manine grassocce non ha nulla a che fare con la programmazione che ti eri fatta in testa e non entra in nessuno dei begli schemi di una volta.
E così, dopo qualche mese ti stanchi anche di dire " Eh, ma questo è diverso, questo non fa mica come il primo, eh... questo è un'altra cosa!" e non dici più nulla (tranne naturalmente alle mamme del parco con cui, se possibile, ora ostenti una competenza che manco Liz Taylor con i suoi 8 mariti).
Stai lì, a chiederti cosa hai fatto di male per avere due figli tanto diversi con nemmeno un puntino in comune e hai un'unica certezza: crescerà.
Tutto questo per dire che:
- alle soglie dei 10 mesi il Ciccionetto non va oltre i 5 cucchiaini scarsi di pappa; 
- si nutre di tetta e sputa tutto il resto; 
- di conseguenza, non scende sotto i 7 - 6 risvegli notturni, spesso inframmezzati da lunghe veglie che arrivano anche a due ore
In compenso:
- parla
- batte la mani, schiocca la lingua
- gattona
- chiama mamma e papà quando ha bisogno
- saluta e fa ciao con la mano.
Io mi trascino assente e spossata in una lunga veglia diurna, il mondo mi appare liquido e sfuocato, i pensieri lunghi monologhi senza punteggiatura sfilacciati e inconcludenti.
Se non torno in possesso del mio corpo e del mio sonno non durerò ancora a lungo.
In ogni caso mi sembra che sia iniziato un nuovo anno, auguri a tutti neh!

mercoledì 28 dicembre 2011

Piccoli maschi crescono

Più conosco il mio primogenito e più, a dire la verità, non so se vorrei essere sua amica in un'ipotetica vita in cui non sono sua madre.
E' un tipo, come dire, un po' voltagabbana, tanto per usare un eufemismo.
Per esempio il modo in cui ha trattato il povero albero di natale è degno di nota.
Abbiamo addobbato il nuovissimo albero in plastica con tutti i crismi e gli ameniccoli del caso. Ha voluto personalmente appendere tutte le 150 palline con le sue manine; ha infilato il puntale qualcosa come 15 volte prima di essere soddisfatto.
Poi ha messo le luci. Ha variato la frequenza e il tipo di illuminazione dei led una ventina di volte. Ogni giorno accendeva le luci e guardava il "suo" albero con occhi luccicanti mormorando tra sè "ttale, ttale, bello ttale" (ah, Natale! Che bello il Natale).
Ogni sera spegneva le luci dell'albero prima di andare a dormire e accarezzava la pallina rossa, quella più grande, augurandogli la buona notte. Quando il Ciccionetto leccava le palline fino a scolorirle (ehm!) oppure ciucciava i led delle luci senza ritegno lo redarguiva aspramente e rimetteva al loro posto gli addobbi, con una carezza.
Eppure.
Dopo 19 giorni di albero io e l'inge, stremati dall'ingombrante presenza (e preoccupati per la lingua pericolosamente sbarluccicante del Ciccionetto) abbiamo deciso di disfarlo.
Abbiamo vigliaccamente approfittato di un sonnellino del Topolo per smontare l'accrocchio e riportare il salotto alla disposizione originaria.
Il tutto di fretta e con il terrore timore che al suo risveglio il nostro principino avrebbe scatenato l'inferno e preteso la ricostruzione dell'addobbato arbusto.
Mbè. 
Non ci crederete ma sono 3 giorni che l'albero non c'è più e non se n'è neanche accorto. Non una parola, un cenno, un segno di riconoscimento, una lacrima, una protesta.
Niente.
I casi sono due: o ho in casa un attore nato oppure è assolutamente, totalmente, inguaribilmente infedele.
Voi che ne pensate?

martedì 27 dicembre 2011

Vivi alla meta

L'anno scorso l'avevamo giurato: "Mai più ci sposteremo noi nella tre giorni natalizia!"
Mai più 430 km in meno di 72 ore, mai più in giro come bertuele tra il 24 e il 26 dicembre, ecchecavolo, che si spostino un po' anche loro!
Poi l'inge non si sa nè come nè quando si è scordato questi bei propositi e un giorno di dicembre ha promesso a Nonna Charles che il 25 saremmo andati da lei. Considerato che avevamo già promesso il 24 a Nonno Flemma e il 26 a YP...
Insomma: anche quest anno 430 km in 72 ore, un totale di 19 portate spalmate in 10 ore seduti a tavola, la bellezza di almeno una decina di brindisi, innumerevoli fette di pandoro, pandolce, panettone, senza contare torroni, torroncini, cioccolatini, noccioline, fichi, pistacchi e compagnia sgranocchiando.
Però siamo vivi.
E siamo in grado di decretare il vincitore del triathlon natalizio con la portata più strepitosa, più buona, più originale e meglio riuscita di tutto il 2011:
and the winner is... NONNA BARETTO con il Cappon Magro!!!
Come vedete dalla foto è un piatto complesso e articolato anzichenò.
Per la ricetta vi rimando qui.
Se volete assaggiarlo... bè, dovete fare un salto dalle nostre parti (ammesso che qualcuno abbia il tempo e la forza di prepararvelo) e allestire un bel po' di spazio nella pancia ;)
Cara Nonna Baretto, questa volta ti sei superata, grazie!

sabato 24 dicembre 2011

Tanti Auguri

Chiudo per tour gastronomico- natalizio.
Ci vediamo fra qualche giorno!
Tanti auguri a tutti, passatevela bene.

venerdì 23 dicembre 2011

E recita fu. E io pure fu.

Topolino bello, lo so. Ti hanno messo la coroncina dorata in testa e il tessuto - non tessuto che serve ad avvolgere le piante d'inverno ma a te doveva farti sembrare un angioletto e invece sembravi una meringa sciolta.
Lo so. Che tu tu detesti cantare e stare in fila e stare fermo e invece dovevi cantare e stare in fila e stare fermo.
Lo so. Che infatti non ci sei stato e te ne sei andato in giro per la sala quando tutti cantavano e stavano fermi e in fila e tu invece volevi vedere chi c'era dietro al teatro dei burattini.
Lo so. Che tu avevi fame e sete e c'era un caldo boia e non ti hanno dato da bere e neppure la merenda perchè "tanto poi dopo c'è la festa  e mangerà quello che vuole".
Lo so. Che tu avevi sonno, ed eri stanco e mi cercavi con gli occhi ma mi hanno impedito di salutarti perchè "piccolo com'è poi scoppia a piangere appena ti vede".
Lo so, che finalmente quando mi hai visto mi sei corso incontro e non hai nemmeno voluto cantare Jingle Bells in inglese e ho dovuto portarti fuori al gelo e darti da bere perchè stavi collassando di caldo e sete.
Questa si chiama recita e la dovrai fare per tanti, tanti anni ancora.
Io le so tutte queste cose, ma ti volevo dire che eri bellissimo vestito da angioletto e adorabile quando facevi finta di cantare e fortissimo quando te ne andavi in giro con l'aria di chi ha di meglio da fare che stare lì impecorato a belare robe natalizie.
Sei proprio il mio bimbo strepitoso. Anche a Natale.
Ti voglio bene nanetto.