L'anno scorso l'avevamo giurato: "Mai più ci sposteremo noi nella tre giorni natalizia!"
Mai più 430 km in meno di 72 ore, mai più in giro come bertuele tra il 24 e il 26 dicembre, ecchecavolo, che si spostino un po' anche loro!
Poi l'inge non si sa nè come nè quando si è scordato questi bei propositi e un giorno di dicembre ha promesso a Nonna Charles che il 25 saremmo andati da lei. Considerato che avevamo già promesso il 24 a Nonno Flemma e il 26 a YP...
Insomma: anche quest anno 430 km in 72 ore, un totale di 19 portate spalmate in 10 ore seduti a tavola, la bellezza di almeno una decina di brindisi, innumerevoli fette di pandoro, pandolce, panettone, senza contare torroni, torroncini, cioccolatini, noccioline, fichi, pistacchi e compagnia sgranocchiando.
Però siamo vivi.
E siamo in grado di decretare il vincitore del triathlon natalizio con la portata più strepitosa, più buona, più originale e meglio riuscita di tutto il 2011:
and the winner is... NONNA BARETTO con il Cappon Magro!!!
Come vedete dalla foto è un piatto complesso e articolato anzichenò.
Per la ricetta vi rimando qui.
Se volete assaggiarlo... bè, dovete fare un salto dalle nostre parti (ammesso che qualcuno abbia il tempo e la forza di prepararvelo) e allestire un bel po' di spazio nella pancia ;)
Cara Nonna Baretto, questa volta ti sei superata, grazie!
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martedì 27 dicembre 2011
lunedì 26 luglio 2010
Que sara, sara
(whatever will be, will be)
Dunque vediamo:
- da lunedì prossimo il maritozzo sarà in mobilità;
- io sono in cassa integrazione ormai da tempo immemore;
- abbiamo un bimbo di 15 mesi.
Che altro potrebbe succedere?
Potrei essere incinta.
Dunque vediamo:
- da lunedì prossimo il maritozzo sarà in mobilità;
- io sono in cassa integrazione ormai da tempo immemore;
- abbiamo un bimbo di 15 mesi.
Che altro potrebbe succedere?
Potrei essere incinta.
lunedì 1 febbraio 2010
I gatti preferiscono... i Campagnoli!
Per tutta la mia infanzia, e anche un pochino oltre, avrei tanto desiderato un cane o un gatto: in quanto figlia unica (in effetti ho 3 sorelle, ma questa è un'altra storia) mi avrebbe fatto parecchia compagnia.
Non abbiamo spazio, non vedi?
Non abbiamo un giardino, povera creatura, vorrai mica farlo morire in un appartamento?
E poi chi se ne occupa? Tu??? Ma fammi il piacere!
Eh già, e poi quando andiamo in vacanza?
Insomma, niente animali, nè ora nè mai.
Jeeg, poveraccio, era nella stessa situazione: figlio unico (in effetti ha 3 fratelli, ma questa è un'altra storia) e solitudine efferata.
Anche lui appartamento in città senza giardino e le stesse risposte di cui sopra.
Ora prendete questi 2 individui e, all'improvviso, dategli due gatti randagi che ogni pomeriggio arrivano dal bosco e si accoccolano imploranti sull'uscio in attesa di un po' di cibo.
Come credete che reagiscano i due?
Inteneriti e commossi dal miagolare insistente, i Campagnoli, ogni sera, aprono il frigo alla ricerca di qualcosa che possa andare bene per le due creature.
Tuttavia, in quanto ex cittadini frustrati, ignoranti come capre sulla vita degli animali in generale e dei felini in particolare, non sempre azzeccano il cibo giusto.
E così, le due povere bestiole, ogni sera hanno un menu diverso, a tratti alquanto folcloristico:
- acciughe sotto sale;
- bottarga in polvere;
- burro (?!)
- omogeneizzati;
- purè;
- carne di vario genere e natura;
- ossette;
- avanzi di pesce;
- tonno in scatola.
Siamo arrivati a comprare al supermercato i fondi degli insaccati, salvo poi scoprire che sono ancora buoni e mangiarceli anche noi.
I due gatti ingrassano a vista d'occhio, fanno le fusa e si rotolano sulla pancia, leccano un po' di neve sciolta e se ne vanno pasciuti.
Ci eravamo illusi di esserci integrati perfettamente nella vita di campagna, un po' di tonno, due bistecchine et voilà! i migliori amici degli animali!
Infatti.
Jeeg è tanto amico dei suoi due gatti che si è perfino preso la Tigna.
Non abbiamo spazio, non vedi?
Non abbiamo un giardino, povera creatura, vorrai mica farlo morire in un appartamento?
E poi chi se ne occupa? Tu??? Ma fammi il piacere!
Eh già, e poi quando andiamo in vacanza?
Insomma, niente animali, nè ora nè mai.
Jeeg, poveraccio, era nella stessa situazione: figlio unico (in effetti ha 3 fratelli, ma questa è un'altra storia) e solitudine efferata.
Anche lui appartamento in città senza giardino e le stesse risposte di cui sopra.
Ora prendete questi 2 individui e, all'improvviso, dategli due gatti randagi che ogni pomeriggio arrivano dal bosco e si accoccolano imploranti sull'uscio in attesa di un po' di cibo.
Come credete che reagiscano i due?
Inteneriti e commossi dal miagolare insistente, i Campagnoli, ogni sera, aprono il frigo alla ricerca di qualcosa che possa andare bene per le due creature.
Tuttavia, in quanto ex cittadini frustrati, ignoranti come capre sulla vita degli animali in generale e dei felini in particolare, non sempre azzeccano il cibo giusto.
E così, le due povere bestiole, ogni sera hanno un menu diverso, a tratti alquanto folcloristico:
- acciughe sotto sale;
- bottarga in polvere;
- burro (?!)
- omogeneizzati;
- purè;
- carne di vario genere e natura;
- ossette;
- avanzi di pesce;
- tonno in scatola.
Siamo arrivati a comprare al supermercato i fondi degli insaccati, salvo poi scoprire che sono ancora buoni e mangiarceli anche noi.
I due gatti ingrassano a vista d'occhio, fanno le fusa e si rotolano sulla pancia, leccano un po' di neve sciolta e se ne vanno pasciuti.
Ci eravamo illusi di esserci integrati perfettamente nella vita di campagna, un po' di tonno, due bistecchine et voilà! i migliori amici degli animali!
Infatti.
Jeeg è tanto amico dei suoi due gatti che si è perfino preso la Tigna.
mercoledì 14 gennaio 2009
Mutazioni genetiche in corso
Il bello della gravidanza, sto scoprendo in questi giorni, è che chi non è mai riuscito a guardarsi l'ombelico perchè tutto all'indentro, nascosto e rattrappito, può finalmente esaminarselo a piacimento.
Addirittura qualcuno mi ha chiesto se avevo un bottone sotto il maglione.
Addirittura qualcuno mi ha chiesto se avevo un bottone sotto il maglione.
Etichette:
le gioie della gravidanza,
ullallà che sorpresa
lunedì 17 novembre 2008
Indovina chi??
Tanti mi chiedono, ma voi lo volete sapere, di che sesso è? Certo, rispondiamo noi, ci mancherebbe! Ah, io no, non ho voluto saperlo, sai... volevamo una sorpresa!
Come una sorpresa, ma non sei mica un Ovetto Kinder!?
Jeeg ed io questa cosa non c'è verso che la capiamo, davvero, e ci scusiamo con i sorpresofili, ma proprio non riusciamo a trovare neanche una cosa positiva nel non sapere il sesso del bambino: si dimezza da subito l'elenco dei nomi, è possibile acquistare con largo anticipo abitini rosa o azzurri, scegliere il colore per le pareti della stanzuccia e, last but not least, concentrarsi sulla creatura in modo, per così dire, appropriato.
Insomma, io spero tanto che si scopra presto, se non è domani sarà con la morfologica, sennò fra un po' di tempo, ma io proprio la sorpresa non la voglio, no no no!!!
mercoledì 20 agosto 2008
TGM - tette geneticamente modificate
Credevo fosse una leggenda, una di quelle esagerazioni che si dicono così, tanto per parlare, non lo vedo da mille anni, sono così stanca che sto per morire, ho mangiato come un bue, mi son venute 2 tette che sembro una mucca...
Invece.
Ragazzi, è proprio così: il mio seno cresce, cresce, lievita, si espande in modo spropositato, la cosa ha veramente del comico.
Ma la cosa più buffa è Jeeg , non riesce più a guardarmi negli occhi, tiene uno sguardo basso, fisso sul petto: sembra un bambino che ha perennemente davanti la sua torta preferita.
Non mi saluta neanche, chiede "come stanno le mie amiche?" e poi cammina per casa mormorando frasi del tipo "quanto ben di dio, quanta salute, che roba mamma mia!!!".
Ingegnere sull'orlo di una crisi di nervi.
Invece.
Ragazzi, è proprio così: il mio seno cresce, cresce, lievita, si espande in modo spropositato, la cosa ha veramente del comico.
Ma la cosa più buffa è Jeeg , non riesce più a guardarmi negli occhi, tiene uno sguardo basso, fisso sul petto: sembra un bambino che ha perennemente davanti la sua torta preferita.
Non mi saluta neanche, chiede "come stanno le mie amiche?" e poi cammina per casa mormorando frasi del tipo "quanto ben di dio, quanta salute, che roba mamma mia!!!".
Ingegnere sull'orlo di una crisi di nervi.
martedì 19 agosto 2008
Era una notte buia e tempestosa...
... e mentre mi rigiravo nel letto, indecisa se avere troppo caldo o troppo freddo, ho deciso di alzarmi e fare 2 passi fino in bagno.E mentre camminavo nel buio della notte ho sentito qualcosa di strano: il mio seno, solitamente abbastanza discreto, era gonfiato in modo spropositato, fino ad assumere la ridicola forma di una mongolfiera.
Ohibò.
E il mal di testa.
Così forte che mi sembrava di avere 2 bulloni piantati nelle tempie. E mentre producevo un fiume di pipì ho saputo di essere incinta.
Ho proprio pensato: sono incinta e questa volta arrivo fino in fondo.
Al mattino alle 7, mentre l'acqua del tè si scaldava in cucina, ho fatto il test: positivo. Inizia così, un 18 agosto qualunque, la mia avventura come mamma. Jeeg sorride, gli occhi luminosi, mi stringe la mano e mi guarda teneramente, dopo di che mi dice che lui saprà indovinare il sesso del nostro bimbo, non ti preoccupare, sorride, lo saprò io prima dell'ecografia.
Questi ingegneri sono proprio una sorpresa senza fine.
Ohibò.
E il mal di testa.
Così forte che mi sembrava di avere 2 bulloni piantati nelle tempie. E mentre producevo un fiume di pipì ho saputo di essere incinta.
Ho proprio pensato: sono incinta e questa volta arrivo fino in fondo.
Al mattino alle 7, mentre l'acqua del tè si scaldava in cucina, ho fatto il test: positivo. Inizia così, un 18 agosto qualunque, la mia avventura come mamma. Jeeg sorride, gli occhi luminosi, mi stringe la mano e mi guarda teneramente, dopo di che mi dice che lui saprà indovinare il sesso del nostro bimbo, non ti preoccupare, sorride, lo saprò io prima dell'ecografia.
Questi ingegneri sono proprio una sorpresa senza fine.
lunedì 20 agosto 2007
9 mesi da campagnola

Oggi sono circa 9 mesi che ci siamo trasferiti al paesino, è tempo di tirare le somme.
Passato lo shock dei primi tempi, in cui la sveglia all'alba e la conseguente corsa in autostrada per raggiungere l'ufficio, riducevano al minimo i benefici possiamo oggi dire con certezza che il cambiamento è stato assolutamente positivo.
Fatico a credere che ho retto a quella vita, a quel rumore, al traffico, allo smog, alla folla per tanti anni; fatico a credere di avere girato in scooter tutti i giorni, nel traffico impazzito, rischiando la vita ad ogni sorpasso. E poi le distanze, gli autobus strapieni, le code negli uffici, la scortesia dei commessi.
Mamma mia.
La prima cosa che salta agli occhi in un paesino è la lentezza, non solo delle persone ma anche delle macchine, delle biciclette, dei discorsi.
E poi l'aria: non ti rendi conto di quanto è buona l'aria fino a quando non esci dalla città. Adesso, dopo alcuni minuti in centro in città già mi brucia la gola, ma come facevamo prima?!?
Ma la cosa più bella è stata il rientro dalle ferie: prima, il rientro (già malinconico di per sè) veniva aggravato dal traffico, dal rumore, dal caldo asfaltato e afoso. Appena dopo un paio d'ore l'effetto vacanza era svanito lasciandoci innervositi come alla partenza.
Venerdì siamo invece rientrati al paesino, passando dalla vita bucolica delle ferie alla vita bucolica di tutti i giorni: che meraviglia!!!
Ragazzi, datemi retta, ci hanno fatto credere per tanti anni che in città fosse meglio, tutto a portata di mano, tutto il divertimento e la "cultura" che volevamo (cinema, teatri, eventi, mostre) , ci hanno dato a bere che la città fosse il meglio per noi e la nostra famiglia (servizi efficienti e moderni), ci hanno fatto pensare che la campagna fosse per gli anziani, persone ormai fuori dal ciclo produttivo, gente un po' fuori dal mondo,
Ebbene come al solito ci hanno fregato!!!
I veri servizi, perlomeno qui in Italia, funzionano quando c'è poca gente ad usarli, i cinema e i teatri ti divertono quando impieghi 5 minuti a raggiungerli e trovi sempre parcheggio. Gli asili, le scuole, gli ospedali funzionano nei paesi, non in città.
Insomma, a parte il lato agreste e bucolico della faccenda, troviamo migliorata di netto la qualità della nostra vita. Che aspettate?
(vi giuro, non prendo soldi: sponsorizzo i paesi gratuitamente!!!)
Passato lo shock dei primi tempi, in cui la sveglia all'alba e la conseguente corsa in autostrada per raggiungere l'ufficio, riducevano al minimo i benefici possiamo oggi dire con certezza che il cambiamento è stato assolutamente positivo.
Fatico a credere che ho retto a quella vita, a quel rumore, al traffico, allo smog, alla folla per tanti anni; fatico a credere di avere girato in scooter tutti i giorni, nel traffico impazzito, rischiando la vita ad ogni sorpasso. E poi le distanze, gli autobus strapieni, le code negli uffici, la scortesia dei commessi.
Mamma mia.
La prima cosa che salta agli occhi in un paesino è la lentezza, non solo delle persone ma anche delle macchine, delle biciclette, dei discorsi.
E poi l'aria: non ti rendi conto di quanto è buona l'aria fino a quando non esci dalla città. Adesso, dopo alcuni minuti in centro in città già mi brucia la gola, ma come facevamo prima?!?
Ma la cosa più bella è stata il rientro dalle ferie: prima, il rientro (già malinconico di per sè) veniva aggravato dal traffico, dal rumore, dal caldo asfaltato e afoso. Appena dopo un paio d'ore l'effetto vacanza era svanito lasciandoci innervositi come alla partenza.
Venerdì siamo invece rientrati al paesino, passando dalla vita bucolica delle ferie alla vita bucolica di tutti i giorni: che meraviglia!!!
Ragazzi, datemi retta, ci hanno fatto credere per tanti anni che in città fosse meglio, tutto a portata di mano, tutto il divertimento e la "cultura" che volevamo (cinema, teatri, eventi, mostre) , ci hanno dato a bere che la città fosse il meglio per noi e la nostra famiglia (servizi efficienti e moderni), ci hanno fatto pensare che la campagna fosse per gli anziani, persone ormai fuori dal ciclo produttivo, gente un po' fuori dal mondo,
Ebbene come al solito ci hanno fregato!!!
I veri servizi, perlomeno qui in Italia, funzionano quando c'è poca gente ad usarli, i cinema e i teatri ti divertono quando impieghi 5 minuti a raggiungerli e trovi sempre parcheggio. Gli asili, le scuole, gli ospedali funzionano nei paesi, non in città.
Insomma, a parte il lato agreste e bucolico della faccenda, troviamo migliorata di netto la qualità della nostra vita. Che aspettate?
(vi giuro, non prendo soldi: sponsorizzo i paesi gratuitamente!!!)
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