Pagine

Visualizzazione post con etichetta transumanza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta transumanza. Mostra tutti i post

sabato 15 agosto 2009

Provaci ancora, Nanno !





Ordunque.

Ci son persone che non si rassegnano alle inevitabili imperfezioni della vita e, di quando in quando, amano ripetere gli stessi eventi al fine di migliorarne le prestazioni.

Noi siamo parte di questo gruppo: non paghi della vacanza in montagna di 3 settimane fa, siamo in procinto di ri-partire sempre per la stessa montagna, solo un po' più in là.

Visto che il viaggio di 4 ore (poi magicamente stretchato fino a diventare 8) evidentemente non è stato sufficiente a domare il nostro spirito di avventura, domani all'alba partiremo per un viaggio previsto di 6 ore.

Quante ne impiegheremo?

Ce la faremo in un'unica tappa o dovremmo accamparci come i pionieri, lungo la strada, dormendo all'addiaccio e dando fuoco alla ruota di scorta per scaldarci?

La nostra meta è l'Alto Adige, la val Badia per essere precisi, un paesino di poche anime ci attende.

Speriamo bene.

Ho persino fatto l'elenco delle cose che vorrei miogliorassero rispetto all'altra vacanza:

  • neanche un giorno di pioggia o vento forte, please;

  • che il topolo dormisse tutte le notti (tutte vuol dire tutte, non un po' qua e un po' la);

  • che il Nanno stesse nella super fascia biologica acquistata all'occorrenza, di cotone equo e solidale, in modo da poterlo portare comodamente in giro secondo il principio del portare i piccoli;

  • last but not least che il Nanno imparasse a dormire fuori. Questo è fondamentale: se non riesce ad addormentarsi all'aperto (nel passeggino, nella fascia, sul plaid del pic nic) ogni giornata si trasforma in un incubo perchè all'ora di pranzo bisogna rientrare e farlo dormire nel letto.

Ora, non è che io voglia farlo diventare un saccopelista sfegatato, boicottatore degli alberghi e dei letti convenzionali, ci mancherebbe, però.. ogni tanto... una intera giornata fuori i campagnoli vorrebbero proprio farsela.

E quindi, cari tutti, preghiamo insieme, uniamo le nostre forze e inviamo tutta l'energia positiva verso il passeggino, che si trasformi da semplice mezzo di trasporto a fantastico lettino, ultra soffice, mega comodo, dispensatore di nanne formidabili e rosei sogni.

Amen.

lunedì 27 luglio 2009

Tema: Le mie vacanze

Sottotitolo: del perchè è meglio andare in vacanza con i nonni Jeeg piuttosto che restare sole in casa con un bambino di 3 mesi e l'unica prospettiva di andare al parco.





Siamo rientrati venerdì notte, tutti e 3, grazie al cielo nessun ferito o danno a persone o cose.

Il bilancio delle 2 settimane in montagna con i nonni e la bisnonna è stra-positivo, posso affermare con sicurezza che l'esperimento è perfettamente riuscito.

Il tanto temuto viaggio che doveva essere di sole 4 ore, e che si è trasformato in un viaggio della speranza di 8 ore, è andato benissimo: il Nanno ha mangiato come un'idorvora, c***to come un dinosauro e dormito come un ghiro. Tutto sommato tollerabile.

La casa e il posto che ci hanno accolto erano esattamente come ce li aspettavamo, ossia perfettamente a misura di bimbo, il tempo è stato bello per la maggior parte dei giorni, la temperatura ideale, insomma un successo.

Ma soprattutto ci sono state 4 persone che per 2 settimane si sono occupate del Nanno : una M-E-R-A-V-I-G-L-I-A.

Ora, non fraintendetemi, adoro il Nanno e il mio amore per lui è immenso ma riuscire a fare colazione / pranzo / cena /doccia/ pisolino pomeridiano senza averlo in braccio o attaccato a una tetta è stato infinitamente riposante.

Ho dormito tanto, tantissimo. Ho letto. Fatto i rebus e le parole crociate.

Ho guardato il cielo e le nuvole. Ho sentito il vento sulla pelle. A volte, sono stata persino senza fare niente.

Sono stata con Jeeg tutti i giorni e tutto il giorno.

Ho di nuovo vissuto per 2 settimane come “prima”.

Due considerazioni: il maritozzo e il Topolo sono stati insieme 24 al giorno per due settimane, un periodo lunghissimo, mai successo prima.

Ho visto un papà che prendeva confidenza con il suo bimbo, che imparava ad osservarlo, a capirlo, a comprenderne gesti, espressioni, tipi di pianto. Ho visto nascere un rapporto nuovo, più profondo, sono sicura che queste 2 settimane hanno portato nuova consapevolezza tra loro.

E poi vorrei parlare dei nonni, Nonna Giudix e Nonno Palamito.

Non trascorrevo le vacanze con loro da quando avevo credo 16 anni, ossia più di 20 anni fa.

Un po' temevo questo “rientro” in famiglia, che so... avevo paura di troppa vicinanza, temevo tensioni o incompatibilità.

Tutt'altro.

Stare insieme è stato bellissimo, il Nanno è riuscito a fare di noi una Famiglia, un gruppo speciale di persone che si vuole bene, ho respirato tanto amore.

Grazie e tutti, vi voglio bene.

lunedì 6 luglio 2009

Carichi sospesi

C'era una volta, tanto tanto tempo, una giovane donna che girava il mondo, prima per diletto, poi per lavoro. Cresciuta in austeri campeggi liberi da genitori simil-hippy e abituata a viaggiare agilmente sui traghetti per la Grecia, i treni indiani, i coche sudamericani e i tuk tuk nepalesi, ella portava con sé solo poche cose, stipate con perizia dentro un vecchio zaino da montagna. Peso massimo 12 kg, ingombro minimo, entrambe le mani libere.

Ma si sa come vanno queste cose, il tempo passa, le cose cambiano, la famiglia si allarga, i figli arrivano...

Ieri, per stare un solo giorno all'aperto con il Nanno, la suddetta mammozza ha caricato 4 borse piene fino all'orlo. La macchina sembrava pronta per la transumanza di una famiglia di 8 persone.

Questo mi fa riflettere: se 1 giorno = 4 borse, a quanto sarà uguale 2 settimane?

Non sono mai stata un genio in matematica, ma sento che il risultato si avvicina pericolosamente al Tir.

Se poi consideriamo che qui boccheggiamo intorno ai 30° e in Trentino ce ne saranno un bel po' di meno e che, quindi, dovrò fare scorta di maglioni, felpe e scarpe pesanti sento che potrei essere pronta a noleggiare un furgone per traslochi.

Infine, visto che le 2 persone con le quali viaggerò non sono ancora in grado di prepararsi la borsa (uno per evidenti limiti di età e l'altro per evidenti limiti... ehm... maschili) sarà meglio che inizi a organizzare l'esodo.

Che il cielo mi aiuti.





giovedì 2 luglio 2009

- 8

Manca una settimana e un giorno alle ferie.



Meno male, non se ne può più. Un'estate così calda con un bambino così piccolo può mandare ai pazzi chiunque, davvero.

Ad oggi, il mio raggio d'azione è pari a 400 metri intorno a casa, ovvero casa - parco - casa, il tutto se c'è ombra.



In pieno sole posso strisciare lungo i muri e scendere nei parcheggi sotterranei, come un vampiro, per raggiungere la Coop, ma non posso andare oltre: il Nanno gradisce pochissimo la macchina e non se ne parla di conquistare posti leggendari come la Bennet (1 km da casa) o la piscina.



Fra una settimana partiamo, tenteremo di arrivare nientepopodimeno che in Trentino, 3 ore e 1/2 di macchina previste. Come faremo, non so.



Partiremo all'alba, con la macchina stracarica e, si spera, un nanno nel mondo di Morfeo.

Bramo il Trentino come un assetato l'oasi che lo riporterà in vita: sogno i 23° delle giornate montane, con notti addirittura sotto i 15°, immagino passeggiate in un verde che non sia quello del parco del paesino e, addirittura, mi emoziono alla sola idea di prendere un po' di sole.



Pensate, segretamente fantastico anche di riuscire a dormire per più di 5 ore per notte.



Una follia.

Resta da capire come riuscire a stipare i bagagli di 2 adulti e un poppante nel bagagliaio di una macchina come la nostra, ma son dettagli: a costo di rubare un carrello al supermercato e attaccarlo dietro con un gancio raggiungeremo il benedetto Trentino.

martedì 15 luglio 2008

I bei tempi andati

E poi dicono che del passato non sappiamo che farcene, che siamo tutti proiettati nel futuro, che dei grandi classici, della saggezza degli avi non ricordiamo niente, via, tutto andato, perso, finito.
Macchè.

Io li vedo, li vedo tutti i giorni, li incontro, li osservo, sono tanti, tantissimi e continuano a portare avanti con caparbia la massima celeberrima di uno dei più noti poeti latini, Orazio.
La famosa "aurea mediocritas" vive, vive tutt'oggi e lotta insieme a noi.
In autostrada.
Guardateli bene, sono quelli che stanno nel mezzo, sempre e comunque. Troppo pavidi per superare, troppo orgogliosi per la corsia lenta.
Stanno lì, incolonnati uno dietro l'altro, inamovibili.
Le altre corsie sono vuote, ma non importa perchè loro credono in quello che fanno, paladini di una saggezza d'altri tempi.
I vari tentativi per smuoverli falliscono uno dopo l'altro, non serve sorpassarli da sinistra, nè da destra e poi buttarsi sulla corsi lenta, a mò di esempio.
Niente, sono come statue di sale.
Del resto, come potrebbero rinsavire?
Loro stanno nel mezzo, nel giusto, sulla retta Via, in un'aurea mediocritas, appunto.

giovedì 5 luglio 2007

Ai confini della Realtà

Oggi, incredibile a dirsi, ho visto un'Audi.
Ma non un'Audi normale, no no, un'Audi diversa, strana. Essa era, mi vengono i brividi al solo pensiero, nella corsia lenta.
Pazzesco.
Stava lì, a 90 all'ora, sudo ancora al ricordo, senza sfanalare, strombazzare, mordere la targa a nessuno, tranquilla.
Impossibile, mi ripetevo, impossibile, mai visto nulla di simile.
Poi ho guardato la targa: era un tedesco.

venerdì 29 giugno 2007

Sogno o son desto?

Scena: il regionale cittadino del mattino presto;
due signore accanto a me, una palesemente abbioccata.
Dopo 5 minuti dalla partenza ha inizio il seguente dialogo:

- (tira un calcetto all'amica addormentata) Ou, ma te la senti radio Maria?
- Eh? Chi? Che c'è?
- Dicevo, la senti Radio Maria?
- non sento la radio (fa per riaddormentarsi)
- Ou, ma te lo dai un contributo a Radio Maria?
- No, non sento la radio. Che contributo?
- No, perchè Radio Maria è utile anche agli ammalati, a chi è in ospedale e non può andare a messa, ai poveri..Dovresti sentirla anche tu, Radio Maria e mandare un contributo. Perchè bisogna aiutare Radio Maria.
- Ma se non ho la radio e non sento Radio Maria perchè devo mandare un contributo?
- Perchè loro non hanno pubblicità e se non gli mandi i soldi come campano? Dovresti proprio mandarglieli i soldi, fanno anche i rosari.
- Sì, ma se non sento la radio, anzi non ce l'ho neanche, non glieli mando i soldi.
- Sì, ma radio Maria fa tante cose utili, ad esempio recita la messa e se non ci puoi andare la senti da casa. E mandaglieli un po' di soldi!
- NON HO LA RADIO e non mando i soldi a nessuno, hai capito?
- Babbè, ma anche pochi euri aiutano, comunque secondo me glieli devi mandare...

La signora accanto a me si riaddormenta.
Fine delle trasmissioni.

Secondo voi (come nel romanzo I Fiori Blu, di Raymond Queneau) ero io che sognavo loro o loro che sognavano me?

martedì 26 giugno 2007

Con la vita di campagna, la salute ci guadagna


Due sono le domande che tutti vi farebbero se voi, abitanti da lunga data di un posto di mare, decideste di trasferirvi in campagna.
La prima, abbastanza curiosa, è se trasferendovi deciderete di prendere un cane.
Il che mi fa sorridere: immagino tutte le volte l'agente immobiliare che consegnandoci le chiavi della cascina ci mette in braccio un bel cucciolone, gentile omaggio della comunità campagnola.
L'altra domanda, tipicamente rivolta con tono ansioso, è se non ci mancherà il mare.
Ora, io vorrei sapere che cosa, in particolare, dovrebbe mancarmi del mare.
Vi svelerò un segreto: andare al mare, partendo dalla città, (soprattutto d'estate) si rivela impresa alquanto ardua e se non si dispone di una strategia precisa e collaudata si rischia una sequela tale di disavventure da scoraggiare i più tenaci.
Quando, ancora giovane, avevo il fisico per queste cose ero arrivata al punto di partire la domenica mattina alle 7.00 (sic), arrivare in località marina alle 8.30 (dopo un'oretta di coda), cercare parcheggio come una forsennata per poi trovare, per soli 15 euro un bel piazzale al sole; dopodichè si marciava per una mezz'ora sotto il sole d'agosto, si trovava un risicato 1/2 metro di spiaggia per soli 8 euro (niente ombrellone, nè lettino), si litigava ferocemente con i vicini per tutto il giorno e si marciva per ore in coda alla sera, talvolta anche di notte, per rientrare a casa, sfatti come pigne.
Tuttavia, prima dello scorso week end ancora temevo una sorta di "nostalgia canaglia" che mi avrebbe preso a tradimento e mi avrebbe convinto ancora una volta ad andare verso le spiaggie durante il week end, naturalmente con gravissime conseguenze.
Poi siamo andati alla mitica piscina di Bisabbia.
Ragazzi, che pacchia!!!
A soli 5 minuti dal paesino, 4 piscine bellissime immerse nel verde di alberi meravigliosi, su un prato da sogno. Interi metri di prato all'ombra tutti per noi, silenzio, pace, ombra, sole, niente coda per arrivare e parcheggione ombreggiato gratuito: una favola.
Mi sembra già di sentire i tifosi del mare: però non è la stessa cosa.
Infatti, non è la stessa cosa: è decisamente meglio.

venerdì 8 giugno 2007

Un altro mondo è possibile

E' inutile, sono passati quasi 7 mesi ma ancora non mi sono abituata a vivere in un paese, i miei neuroni cittadini, schizzati e paranoici, saltano fuori da ogni parte, mettendomi in imbarazzo e facendomi fare cose assolutamente fuori luogo.
L'altra volta, ad esempio ero per la prima volta dal medico: ospedale pulitissimo, sala d'aspetto decorosa, addirittura con riviste (!!!), dottore calmo e sereno che mi ha ascoltato per un ora (ri-!!!). Mi prescrive gli esami del sangue.
Alla parola "esami del sangue" tutte le cellule del corpo si tendono con un fremito.
Un presagio di battaglia si fa strada dentro di me, scene apocalittiche mi appaiono alla memoria: sveglia all'alba, mischie per il numerino, vecchietti che colpiscono a tradimento con bastoni puntuti, infermieri ostaggio della folla inferocita, code di ore davanti alla porta un laboratorio chiuso per sciopero, urla, minacce, zuffe corpo a corpo ... cose così, insomma, le solite cose della città.
Va bene, dico con un ghigno, e gli esami del sangue siano.
L'infermiera con tono soave mi dice di presentarmi al laboratorio dell'ospedale alle 8.
Ahahaha. Ma per chi mi ha preso??? Alle 8??? Seeee, penso dentro di me, alle 8 e' TARDI, TROPPO TARDI, hanno già dato i numerini, ci sono già stati i primi feriti, orde di vecchietti hanno già occupato tutte le sedie, lo sanno tutti che bisogna arrivare all'alba.
Il D-DAY si presenta con pioggia e vento, bene, penso dentro di me, tempo giusto per un giorno di guerra. Mi presento in ospedale alle 7 e 20: è chiuso.
Ohibò.
Come chiuso?
Mi avvio sotto un diluvio dirotto a comprare il giornale. Torno alle 7.35 e trovo due vecchini che conversano amabilmente davanti allo sportello ancora serrato. Mi avvicino circospetta, pronta a colpirli in caso di reazione ma loro non si scompongono, anzi MI SORRIDONO e riprendono a chiacchierare.
Alle 7.50 si avvicina l'infermiera con la macchinetta dei numerini.
AH-AHHH. Scatto in piedi, brandendo l'ombrello e il giornale, pronta alla rissa.
Nessuno si muove. Uno dei due vecchietti, notando la mia impazienza, si avvicina con un sorriso e mi dice che se ho fretta e devo andare a lavorare posso prendere il suo posto.
A quel punto capisco.
Capisco che non c'è fretta, che non ci sarà nessuna rissa, che non dovrò litigare, discutere, azzannare nessuno. Che tutto si svolgerà in modo civile e ordinato e, nel giro di mezzora sarò al lavoro.
Cavolo, ma dove ho vissuto finora???

martedì 5 giugno 2007

Acqua azzurra, acqua calda

Lo so, i Giapponesi lavorano 18 ore al giorno, mangiano le balene e sono pazzi per il Karaoke, però tante (tantissime) cose le sanno fare bene, in modo talmente perfetto che noi italiani siamo lontani anni luce.
Un esempio di questa eccellenza sono le terme (Onsen) che ho avuto il piacere di visitare per alcuni giorni l'anno scorso e che, se paragonate alle nostre, sono veramente un altro pianeta.
Gli Onsen sono dei veri e propri paradisi, curati nei minimi dettagli e i giapponesi hanno per le terme e il bagno caldo una vera e propria venerazione, si tratta di un culto davvero particolare.
Se andate in Giappone non potete mancare una visita all'Onsen, tuttavia per non perdere la faccia e comportarvi al meglio eccovi un paio di istruzioni semplici che vi suggerisco di seguire alla lettera:
- prima di entrare nella piscina termale o nella pozza o nella vasca lavatevi accuratamente, con sapone, shampoo e tutto il resto;
- lavatevi ancora un po': i giapponesi sono convinti che gli abitanti di tutto il resto del mondo siano degli zozzoni e controlleranno attentamente, cercando di non farsi accorgere, che vi stiate lavando diligentemente;
- entrate in acqua lentamente: la temperatura si aggira sui 41°, bisogna abituarsi a poco a poco e se entrate troppo rapidamente potreste ustionarvi i piedi (come è successo a me);
- non agitatevi troppo e non lasciatevi andare a schiamazzi o a espressioni di giubilo ad alta voce: i giapponesi sono dei gran chiacchieroni, socievoli e caciaroni ma non vedono di buon occhio i gai-jin (cioè noi) che fanno altrettanto;
- se vi rivolgono la parola, cosa che faranno immancabilmente perchè sono curiosissimi, vi parleranno in inglese ma attenzione alla pronuncia: le "r" sono "l" e viceversa e quando vi diranno che loro in Italia ci sono venuti a sciare, sulle Dolomiti, la frase suonerà tipo "I came to Italy with my fliends, we went to Doromiti; it was vely funny!!!Vely vely beautiful!!! "
- occhio che l'acqua brucia, non state lì a lessarvi per troppo tempo; quando notate che avete assunto un bel colorito rossastro uscite piano dall'acqua e passate alla vasca fredda;
- negli spogliatoi, immacolati e profumati come non avete mai visto, ci saranno sicuramente un sacco di gadgets tipo creme, shampini, balsami ecc... ecc... non fidatevi dell'aspetto, non sono quello che sembrano!!! Rischiate di fare come me, che ho spalmato sul viso un ottimo balsamo per capelli e sono uscita incerita come Frankenstein.
Insomma, questo è il ricordo che avevo delle terme: un luogo di sogno, silenzioso, pulito, un posto di relax e totale beatitudine.
Poi, 2 giorni fa sono stata alle terme della cittadina vicina a noi.
Anche qui, mi pregio di lasciarvi un paio di dritte:
- non hanno armadietti a sufficienza, pertanto potete comodamente ammucchiare la vostra roba su quella di qualcun altro, cercando di non farla cadere nella bagnetta fangosa che ricopre il pavimento dello spogliatoio;
- mettete la cuffia ed entrate in piscina così come siete, senza fare la doccia, tanto non la fa nessuno;
- aspettate pazientemente che si liberi il posto vicino alle bolle dell'idromassaggio, dopo 3 quarti d'ora che la persona accanto a voi si sollazza con le onde potete gentilmente fare notare che ci sono altre persone in attesa;
- attenzione ai bambini incustoditi che si lanciano urlando in piscina con fragorosi tuffi, potrebbero centrarvi in pieno ed affondarvi in un colpo solo;
- se avete prenotato un massaggio, mettetevi comodi, prima o poi arriverà il vostro turno (sono previsti generi di conforto per le attese superiori alle 4 ore).

Comunque non preoccupatevi, se non siete stati in Giappone lo shock culturale non si nota affatto!!!

venerdì 13 aprile 2007

Macaia

Si scopre in questo aprile d'afa e foschia che anche il paesino può essere "maccaiuso", mi sento quasi a casa (ma casa dov'è?).
Mattinata di commisioni: prima il meccanico per la marmitta, il negozio di fotocopie per i volantini di shiatsu (altri 50 euri, tanto non funzionano!), spesa, lavanderia, pranzo e pulizie. Mi chiedo come farei se lavorassi ogni giorno, probabilmente dovrei clonarmi e mandare in ufficio il mio ologramma.
E domani viene l'amica Proffe a trovarci! Speriamo evapori la macaia e torni il sole, sennò penserà che siamo venuti ad abitare nella versione campagnola della nostra ex città...