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lunedì 17 ottobre 2011

Prove d'inverno

Ok. Siamo pronti.
Legnaia piena, pellet ammassato nella vecchia stalla, caldaia revisionata, caloriferi lucidati, antigelo nella macchina, gomme da neve impilate pronte all'uso, cambio degli armadi fatto.
Cappellini, sciarpette, stivali da neve e da pioggia per i bambini, giacche a vento... tutto pronto.
E ora arriva, freddo, che ci fai un baffo!

lunedì 29 novembre 2010

Snow - bored, ovvero sopravvivere alla neve e alla noia

Lo scorso week end non è stato un week end, è stato un seminario intensivo di creatività alternativa, ovvero come sopravvivere da sola a 2 giorni di tormenta di vento e neve, chiusa in casa con un nano di 19 mesi raffreddato e di pessimo umore.
Credo di avere impiegato fino all'ultimo neurone (anche quelli ancora impacchettati, nuovi di pacca) per inventarmi giochi, filastrocche, frizzi, lazzi, amenità di ogni tipo sempre nuovi e sempre diversi che potessero intrattenere il Topolo. 
Ho iniziato con i grandi classici: costruzioni, tira-il-carretto, mi nascondo poi ti acchiappo, rotoloni sul lettone, lettura libretti e ripetizione a oltranza della vecchia fattoria ia ia ohhh.
Ho proseguito con i sempreverdi: i versi degli animali, Frà Martino suonata sulla pianola, l'ostensione di tutti i peluche, il Didò e la chitarra di papà.
Mi sono strinata il cervello cercando di insegnargli a contare fino a 5 con le dita, a salire e scendere le scale da solo, ad aprire e chiudere cassetti senza lasciarci le dita, a prendere e portare cose da una parte all'altra.
Gli ho fatto vedere i cartoni, un pezzo dell'"Era Glaciale" e 5 minuti di "Il Mio Vicino Totoro".
Poi la neve ha oscurato la parabola e addio Baby Tv e Sky.
Poi gli ho dato la merenda.
Poi l'ho fatto guardare fuori dalla finestra.
Poi gli ho fatto il bagnetto, poi nanna.
E finalmente era domenica mattina, ore 6, lui con la tosse e io con le palpebre incollate.
Ore 7, aerosol.
Ore 8, cambio delle lenzuola con rotoloni nel lettone.
Ore 9, scazzo.
Ore 10, puzzle, costruzioni, pianola, peluche, Didò, nascondino, esaurimento psicoemotivo (mio) e tosse asinina (sua).
11: aerosol.
12: pappa.
13: nanna (45minuti).
Per farla breve, alle 15 ho avuto il lampo di genio: non può andare sulla neve?
Allora gliela porto io:


Speravo che il lampo di genio mi avrebbe portato almeno mezz'ora di respiro: è durato 10 minuti.
Poi è inciampato nei suoi piedi, è caduto nel catino innevato e addio buon umore.
Non so come sono sopravvissuta fino al rientro del maritozzo, a pomeriggio inoltrato e siamo solo a fine novembre.
Che non mi vengano a dire che le mamme sono incerite dalla maternità, annoiate dalla casalinghitudine e scoperchiate dalla noia: noi qui si è un vulcano di idee, altrochè.

mercoledì 13 gennaio 2010

Resistere resistere resistere

Al 144 giorno di brutto tempo, comincio a vacillare.
Prima era freddo. E la neve fu.
Poi era caldo. E la pioggia fu.
Poi era freddo e caldo insieme. E il fango fu.
Ora.
Non è che neve, pioggia e fango di per sè siano questa gran cosa, anzi, un po' di neve rallegra il Natale, un po' di pioggia fa bene alle piante, un po' di fango concima la terra (forse).
E' la continuata e pervicace presenza contemporanea dei tre elementi a mandarmi ai matti.
Spala la neve, schiaccia il fango, spazza via la pioggia dalla terrazza, ri-spala la neve, ri-lava la fango car, ri-spazza l'acqua, ecc... ecc.
Sono sicura che anche Mastro Lindo avrebbe dei problemi.
E poi.
Uscire con il Nanno è un'impresa titanica: alle solite smanie da vestizione si aggiungono lotte intestine per la sciarpa, il cappello (che ha imparato a togliersi) e le scarpe.
Morde la cerniera della giacca, con il risultato che ancora prima di scendere dalla macchina è zuppa di bava.
Si toglie le scarpe e le ciuccia. Si toglie il cappello e lo ciuccia.
E poi il freddo: onestamente, più di 45 minuti è impossibile tenerlo all'aperto, pena il congelamento delle manine (indovinate se riesco a mettergli i guanti?).
E la fango car? E' così piena di fangazza che a stento vedo dal finestrino. Aprire la maniglia senza sporcarsi è impossibile, così come salire o scendere. L'unica nota positiva è che nessuno parcheggia accanto a noi per paura di lordarsi: in parcheggi strapieni intorno a noi è il vuoto.
Insomma.
Gli elementi remano contro.
Il Nanno è un piccolo guerriero fiero e testardo.
Il freddo non accenna a passare e sta di nuovo nevicando.
Unica consolazione? L'intera serie dei libri di Mankell, le inchieste del commissario Wallander mi tengono inchiodata!

domenica 20 dicembre 2009

Escalation

Pierino, il solito scalmanato, pedala in bicicletta davanti alla mamma:
- Guarda mamma, senza mani!
- Guarda mamma, senza piedi!
- Guadda mamma, scenscia denti!

Oggi è stata una di quelle giornate che, a saperlo, mi sarei rimboccata il piumone e me ne sarei stata a flanellare tutta la mattina.
Invece.
Mi sono alzata verso le 8 e, con il Nanno sotto braccio, sono andata in bagno per la consueta doccia.
Non c'era acqua.
Ohibò.
Chiamo Jeeg, guarda che non c'è acqua, dico, secondo me sono gelate le tubature!
Mentre lui si catapulta giù dal letto, si veste a razzo e si fionda fuori, io prendo il Nanno e vado in cucina per preparare la colazione.
Accendo sotto il latte.
Non c'è gas.
Mi affaccio fuori, guarda che sono gelate anche le bombole, siamo senza gas!
La temperatura segna -13.
In compenso scopriamo che al piano terra c'è un po' d'acqua calda: meno male, riesco a fare bollire un po' d'acqua per il tè nel bollitore.
Verso le 10 finisce anche l'acqua calda.
Sarebbe quasi stato da scendere in paese e comprare un paio di cestelli d'acqua.
Peccato che il nostro sterrato, ex fango street, fosse pieno di neve e intransitabile.
Ma per fortuna sono arrivati i ragazzi che ci hanno fatto i lavori alla casa per prendere il trattore e liberarci la strada! Macchè, era gelata anche la nafta dentro il trattore...
Insomma, per farla breve: piano piano è sorto il sole e ha scaldato le bombole, i tubi e la nafta.
Verso l'una di pomeriggio avevamo di nuovo acqua, calda e fredda, gas e la strada pulita.
Meno male che ieri avevo preparato razione doppia di pappa per il Nanno (cosa che faccio raramente): senza acqua e gas preparare qualunque cosa sarebbe stato veramente arduo!
Stanotte dormiremo con un filo d'acqua aperto, in barba agli sprechi e all'ecologia, in modo da evitare ulteriori congelamenti.
Domani Jeeg è al lavoro e non vorrei trovarmi in questa situazione un'altra volta.
Tuttavia, ve ne prego, tenetemi d'occhio: se non segnalo la mia presenza mandatemi un bel San Bernardo con la fiaschetta!

martedì 13 gennaio 2009

Gelo for dummies

Ricordo con tenerezza il grande termometro che campeggiava in alto in piazza della stazione in città: quando scendeva fino a 0° mi sembrava di avere toccato veramente il fondo, il mio corpo e la mia mente non riuscivano a concepire niente di più freddo.
Questo era prima.
Prima, prima nella mia vita precedente, prima di vedere abitualmente il segno meno davanti al termometro, prima che mi si staccassero le falangi tutte le mattine e le orecchie mi si rinsecchissero incartapecorite almeno 3 volte al giorno.
Stamattina, il termometro lungo il fiume segnava -12, che non è poi neanche tanto se sei a sciare e hai addosso una tuta termica in goretex, antivento e antigelo, con guanti imbottiti per resistere fino a -30 e doppi calzettoni da montagna oltre a 2 magliette di pile traspiranti e caldissime.
Ma se sei vestita da ufficio, con i pantaloni eleganti e le scarpettine, un maglioncino in simil- lana e un cappellino traforato, potrebbe essere un po' freddino (giusto un pochino).
E allora, per voi campagnoli della prima ora, intorpiditi dal freddo e spauriti dalle avversità, ecco di seguito una serie di accorgimenti elementari per sopravvivere anche nel 2009.
Tenete conto che stiamo parlando di istruzioni valide per una casa del centro storico (il borgo, si chiama qui), con i muri spessi 80 cm, ma pieni di misteriosi spifferi, che fanno ondeggiare le tende e gli asciugamani, con finestre in legno tarlato e senza doppi vetri, una porta di casa in ferro che raggiunge la temperatura di -20 in poche ore (e d'estate si arroventa, ma questo è un altro dispcorso).
Allora:
- vi alzate al mattino e scoprite che in casa ci sono 13°: (un classico, la caldaia è andata in blocco per il freddo e non si è accesa) accendete la stufetta elettrica in bagno e i 4 fornelli in cucina. In questo modo vi vestirete e farete colazione con un alito di tepore;
- mentre aspettate che l'acqua del tè arrivi ad ebollizione, riempite la teiera di acqua calda: è l'unico modo per bere il tè ad una temperatura decente e non "on the rocks";
- appena si scaldano i caloriferi metteteci sopra le scarpe e la giacca per uscire, questo evita che i piedi restino gelati tutto il giorno e che la schiena, a contatto con il sedile ghiacciato della macchina, si pieghi del tutto, costringendovi a letto fino al disgelo;
- prima di cena, mentre ancora preparate da mangiare, mette i piatti a scaldare sul termosifone, questo evita che la minestra, appena versata, si surgeli all'istante, congestionandovi l'appetito;
- prima di andare a dormire stendete il pigiama e il cuscino sul calorifero: il cuscino caldo va infilato nel letto a scaldare le lenzuola, il pigiama bollenta va indossato in bagno dove avrete preventivamente acceso la solita stufetta elettrica.
- inoltre, se potete, stipulate il vantaggiosissimo abbonamento alle Terme di Acquasanta, così almeno un paio di sere a settimana vi infilate a mollo e vi scaldate le ossette.

E così, tra una stufetta e un calorifero, vedrete che arriverete sani e salvi a Primavera.
Provare per credere.

giovedì 4 dicembre 2008

Ri-educational post

Continua il nostro programma di formazione a supporto degli ex cittadini spaesati e impreparati che vengono a vivere in un piccolo paese, ignari del rovesciamento culturale e morale cui dovranno andare in contro.
Visto che siamo in inverno e c'è stata la prima neve, iniziamo con un argomento di grande attualità, che ci sta particolarmente a cuore: la NEVE.
Vi ricordate in città, le rare volte che nevicava, che fine faceva la neve?
Non è una domanda trabocchetto, sono seria: che fine faceva la neve che si accumulava ai bordi delle strade?
Coraggio, anche un 3enne saprebbe rispondere... esatto... si SCIOGLIEVA!!!
Da sola, senza grandi sforzi da parte di alcuno, la neve spariva da sola, inghiottita da tombini e caditoie, liquefatta lungo le strade, sciolta, acqua, via.
Qui no, qui la neve col piffero che si scioglie.
E siccome le strade vanno ripulite, le piazze liberate, i parcheggi sgomberati qui la neve viene portata via con i camion.
Prima un grande scavatore la accumula tutta in un punto, ne fa una grande piramide, poi arriva un mega camion, viene caricata e portata via.
Via dove?
Chissà, forse nel cimitero della neve... non so.
E così, alla fine, la neve resta su alberi e colline, nei prati, lungo i fiumi ma la cittadina è pulita e linda come un paesino dei LEGO.
Sono troppo avanti 'sti Ovadesi!!!

venerdì 28 novembre 2008

Passi da gigante

Allora, la situazione è questa: nevica da stanotte, fiocchi ciccioni e pesanti, abbiamo già 30 centimetri di neve sulle trade e non accenna a smettere.
Ma guardate un po'.... sto scrivendo un post... quindi significa che sono in ufficio!!!
Insomma, sono riuscita a venire al lavoro e per un' ex cittadina non è poco.
Abbiamo messo le gomme da neve ( e non le stupide catene), avevamo gà una bella pala per spalare la neve intorno alla macchina (che non si chiama "vanga"), ho tirato fuori i sobri doposci acquistati l'anno scorso (e non i Moonboot tamarri) mi sono vestita "normale" ( e non da Totò e Peppino alla stazione di Milano) e sono venuta al lavoro.
Mi sono comunque presa della "cittadina" perchè avevo i doposci e non degli scarponcini, ma pazienza, rispetto all'anno scorso ci siamo paesinizzati alla grande!!!
Seguiranno foto dettagliate della copiosa nevicata, per il momento... Buona neve a tutti!!!

martedì 12 febbraio 2008

Aspettando primavera

Va bene, siamo onesti, l'inverno ci è piaciuto un sacco: e la neve, e il ghiaccio, e la macchina da sbrinare, e le tormente di neve, le albe gelate a -5, il buio pesto alle 4 di pomeriggio, gli alberi spogli e i prati surgelati, i cieli stellati nel gelo della notte, l'odore della legna e il silenzio della neve. Tutte cose carine, per carità, oserei dire esotiche per noi gente di mare.
Però adesso basta eh.
Mi manca la luce, mi manca il sole, mi manca uscire al mattino e vedere l'alba illuminata, mi manca tornare alla sera nella luce del tramonto, mi mancano le foglie e i colori della campagna.
Voglio l'ora legale, subito.
Voglio la primavera, ora.

martedì 8 gennaio 2008

Fiocca la neve fiocca

Doveva succedere, prima o poi, e sono lieta di annunciare che è andata persino meglio del previsto. Sto parlando naturalmente della prima nevicata. Ma non nevicata qualunque, no no, nevicata coi controfiocchi (eh, il sense of humour)!
I primi momenti sono stati un po' incerti, lo ammetto, come quando Jeeg ed io siamo usciti di casa bardati come Neil Armstrong sulla Luna con doposci, pantaloni da neve, cappello, sciarpa e giaccone da palombaro e ci siamo accorti che gli ovadesi erano serenamente vestiti come al solito, l'unica differenza era che avevano l'ombrello. Sembravamo Totò e Peppino alla stazione di Milano, ma pazienza.
Insomma, usciti di casa sotto una bufera di neve abbiamo fatto cose normali, le solite cose che facciamo nei giorni feriali:
1) abbiamo buttato la spazza (anche se prima abbiamo dovuto vanghettare con calma il cassonetto):











2) siamo quindi andati alla COOP a fare la spesa:



3) Abbiamo comprato a MODICO PREZZO dal ferramenta in piazza (che ora vi saluta dalle Maldive) due belle vanghe per liberare il vialetto di casa...



4) alla fine ci siamo occupati delle macchine: la prima era stata murata viva dallo spazzaneve:



La seconda giocava a nascondino nel parcheggio lungo il fiume...



Felici ed entusiasti (e anche sudati marci, per chi non lo sapesse vangare la neve è leggermente faticoso) siamo tornati a casina sotto una bella nevicata:

giovedì 25 ottobre 2007

Tempo di brina

Ragazzi ci siamo, è arrivato il freddo. -2 lunedì, -1 l'altro ieri, coloriferi accesi, piumone pesante. Non si può dire che l'inverno al paesino passi inosservato.
Una delle cose che mi piace di più è l'odore di legna che hanno i panni stesi: ritiro il bucato e il profumo del detersivo è mischiato a quello della legna, questa cosa mi fa impazzire. E poi le foglie: la campagna è un filare unico, vigna di dolcetto e barbera soprattutto, e d'autunno con i primi freddi le foglie diventano di un colore meraviglioso, un rosso bruno carico che tinge tutta la terra, commovente.
E la nebbia, gli alberi sfogliati che si ergono tremolanti nella bruma mattutina, le sagre delle caldarroste con il vino rosso, l'odore di mosto per le strade... Insomma, rispetto alla città dove ti accorgevi che era autunno solo perchè il traffico triplicava, e ricevevi il triplo di insulti in scooter, c'è una bella differenza.
Ma c'è anche l'altro lato della medaglia.
Al mattino, ad esempio, bisogna scongelare la macchina che troviamo incastonata in una crosta di brina, manco fose un'orata al sale. Ci siamo comprati due palettine di plastica, ma la cosa è lunga e laboriosa: bisogna accendere la macchina, con il riscaldamento a stecca, scendere e cominciare a spalettare il parabrezza, grattando la brina un po' alla volta. Eppure non vedevamo nessun altro fare 'sto lavoro...infatti abbiamo scoperto che tutto il resto del mondo usa un pratico spray che scioglie la brina in un secondo, a quanto pare la palettina è fuori commercio da circa 20 anni!
E poi la neve: soprattutto io ho paura di trovarmi in autostrada, da sola, bloccata nella tormenta senza cibo e mezza surgelata.
L'altro giorno siamo andati dal meccanico ad informarci per le catene, ne abbiamo un paio, naturalmente, ma volevamo vedere se c'era qualcosa di più pratico da montare.
Il meccanico ci guarda, catene eh, ma voi di dove siete? Come di dove siamo, siamo di qui. No che non siete di qui, secondo me siete della città. Sì siamo della città, ma viviamo qui (ma chi è sto qui, Giucas Casella?), ah ecco, lo sapevo che non eravate di qui (come cacchio fanno, che ci sgamano sempre???), qui nessuno usa più le catene da almeno 10 anni, montiamo su le gomme da neve e via, anche in autostrada vanno benissimo. Ah ecco. Gomme da neve.
Babbè.
Io non so quanto ci vorrà, ma giuro che anche noi, un giorno, potremo dire "siamo di qui"e nessuno, mai mai, potrà più contraddirci.