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lunedì 28 settembre 2009

Ella fu.

E alla fine, dopo 9 mesi + 5 mesi e mezzo di assoluta salute fisica (su quella mentale non mi sbilancerei) la campagnola è crollata sotto la scure di un'influenza con i fiocchi.
La parure di sintomi c'è tutta al gran completo: ghiandoloni, gola di fuoco, naso tappato, mal di testa e febbrina. Insomma, mi sento come se mi avessero fatto una gettata di cemento in testa (notare il parallelismo edile, come si confà a noialtri campagnoli).
E allora?
Come occuparsi di un Nanno nel pieno delle sue giovani forze senza avere manco la possibilità di scendere dal letto?
Per farla breve: Jeeg a casa a gestire il virgulto e io in vacanzaaaaa!!!!
Una meraviglia: giaccio nel letto avvolta nel silenzio, ogni tanto mi adagiano la belva affamata di fianco, allatto, e poi tutto ripiomba nel buio. Il marito si riprende il Nanno e lo riporta fuori.
Fine.
Niente corpo a corpo per cambiarlo, niente pipì - denti- colazione- vestirsi e lavarsi alla Fantozzi maniera per fare in fretta che sennò piange, niente sali / scendi dalle scale con il passeggino che in totale sono 16 kg di roba sulle spalle, niente passeggiatina con rugna, prendimi in braccio, ancora 2 minuti, daaai prendimi in braccio, ancora 1 minuto, UUUHHAAAA, ok ti prendo in braccio.
Niente di tutto ciò.
Solo io e il mio raffreddore.
Io e te, te e io.
In compenso, Jeeg , dopo solo 9 ore con il Nanno è l'ombra di se stesso.
"Sono un po' stanchino", ha detto l'ultima volta prima di caricarsi il passeggino e uscire di nuovo.
Ma va.
Scommettiamo che domani con il ghiandolone infoiato ci sarà anche qualcun altro?

venerdì 25 settembre 2009

Occhio per occhio, mutanda per mutanda

Il paesino è una graziosa cittadina, niente che dire: tranquilla, vivace il giusto, a misura d'uomo e di bimbo, la vita vi scorre con regolare pacatezza, pochi scossoni quasi nessuna sorpresa.
L'unica cosa, se mi posso permettere, che non mi aggrada particolarmente è la distribuzione dei negozi.
Non la quantità (quelli sono e quelli restano), nè la qualità (rispetto alla città hanno sicuramente una marcia in più), ma la scelta.
E' una cosa che mi ha lasciato perplessa fino dai primi mesi, visto che al paesino ci sono essenzialmente 2 tipi di negozi: Ottici e Intimo.
Nelle tre vie principali ho contato 9 negozi di ottica e 7 di intimo. Attenzione, non stiamo parlando di vie lunghe chilometri, ma viuzze centrali di media lunghezza.
Occhiali e mutande, bizzarra accoppiata.
Chissà perchè, poi.
Forse abbiamo trovato la risposta alla domanda di Venditti "ma come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?": bè, se sono di qui è presto detto, occhiali e biancheria intima di pizzo.
La cosa buffa è che sono tutti vicini, spesso dirimpettai, un ottico a destra, uno a sinistra. Una mutanda al civico 8, un'altra esposta al 10.
Boh.
In compenso ci sono pochissimi negozi di scarpe, e per una amante delle calzature come me è una vera tragedia. I pochi che ci sono inoltre non hanno il mio numero, pare che mettere in vendita il 41 comporti l'abolizione del 35. Misteri dello shopping.
Che disgrazia.
Ma pazienza, la città è vicina, farò presto dei raid punitivi e rifornirò il guardaroba ;))

mercoledì 23 settembre 2009

Di transumanze e altre migrazioni

Calano le tenebre a casa dei Campagnoli e, come ogni notte, a parte il lieve grattare del topo in mansarda (un topo vero, in carne e coda), tutto tace.
Jeeg ronfa serafico, la campagnola giace incosciente in un sonno senza sogni, il Nanno sibila e sbavetta nel suo lettino.
All'improvviso un grattare di unghiette sul lenzuolo segnala che il momento è arrivato: il Nanno si sveglia, intona un paio di vagiti, volge la testa a destra e a manca per assicurarsi che nessuno lo veda e...oplà!!! con un rapido colpo di gambe si sposta verso la campagnola.
Altra occhiata fulminea, un veloce sollevamento del bacino e voilà! altro balzo a raggiungere il lettone.
Ormai ha superato il bordo del suo lettino ed è sconfinato accanto alla campagnola.
La quale, sentendosi gli 8 chili della creatura spingere sulla schiena, gemendo e mugugnando striscia verso il marito.
Altro grattare di unghiette e tra un vorticar di braccia, uno spingere di ginocchia un puntellare di piedini... il Nanno aderisce nuovamente alla sua mamma.
A questo punto mi sveglio.
Mi sollevo sulle braccia e quello che vedo mi sconcerta: Jeeg dorme in bilico sul suo lato di letto, basterebbe un soffio a farlo rotolare a terra; io non ho più spazio, sfrattata totalmente dal mio posto.
In mezzo al lettone, spalmato a pelle d'orso, finge di dormire quel gran burlone del Nanno, un lembo di lenzuolo in bocca e un filo di bava sulla guancia.
Hai capito! cerca di fregarmi.
E va bene.
Scavalco il Nanno e mi ri - sdraio al mio posto, mezza nel lettone, mezza sotto le coperte del lettino.
Silenzio.
Dopo pochi minuti... grrr grrr ( unghiette) e stunf! sdeng! sping! scavalc! il nanno avanza ancora e aderisce a Jeeg.
A quel punto il lettone è finito: Jeeg apre le sue grandi braccia, piega le ginocchia e accoglie il Nanno accanto a sè.
E così, tra un russare sommesso e uno sbavare ciuccettante, padre e figlio si addormentano l'uno nelle braccia dell'altro.
A quel punto posso finalmente riaddormentarmi, anche perchè alla fine mi è rimasto quasi tutto il lettone!
Evvai!

martedì 22 settembre 2009

Ndò kojo kojo

(O meglio: Ndò pijo pijo)

La visita mensile alla nostra beneamata pediatra Magò ogni mese che passa diventa sempre più esilarante.
Ieri abbiamo toccato vette sublimi, e meno male che il Nanno sta sempre bene perchè così posso apprezzare appieno il copione, senza distrazioni.
Lo sketch di ieri si intitolava "Lo svezzamento".
Dopo la visita di routine (sempre per gli appassionati: kg 8,640 - cm 74), mentre rivestivo la creatura, Magò si è seduta alla scrivania e ha vergato a mano La Ricetta.
La Ricetta, bisogna dirlo, è come una formula magica invariata nei secoli che si tramanda per via matrilineare perchè, appunto, viene consegnata alle trepidanti mamme accompagnata da solenni parole: non avrai altra ricetta che questa che ti sto consegnando. Essa è unica e insostituibile, ogni seppur minima modifica provocherà cataclismi e sciagure tali da farti pregare di non essere mai esistita.
Così parlò Magò. Augh.
Ed eccola qui la ricetta:

- acqua di bottiglia ("perchè quella del rubinetto ha il cloro")
- 1 carota, 1 patata, 1 foglia di bietola ("nessun altra verdura, sono pesanti")
- liofilizzato di carne Miellin ("sono i migliori")
- farina di riso Mallupa
- olio di oliva Psalmon
- niente sale
- parmigiano

Dovrei somministrare al Nanno questa sbobb... ehm.... pappa per circa un mese.
Un mese. sempre la stessa. senza sale. tutta roba finta, di marca, stracara.
Dopo un mese, posso sostituire il liofilizzato Miellin con l'omogeneizzato Psalmon e la farina di riso con la pastina, sempre Mallupa.
Un altro mese. sempre senza sale. sempre le stesse 3 verdure. sempre di marca, finta, stracara.
E la tetta? La cara, vecchia, spelacchiata tetta che ci ha portato fin qui in questi 5 lunghissimi mesi?
La tetta viene relegata ad un ruolo secondario, per così dire, dovendo comparire, ahilei e ahinoi, solo 4 volte al giorno.
E come no.

Cara Magò,
è evidente che non guardi i bambini che hai davanti, altrimenti avresti capito che il Nanno è un bambino curioso, vivace, che si annoia facilmente, oltre che vorace e pretenzioso.
Anche solo ventilare l'ipotesi di una pappona sempre uguale, settimana dopo settimana, farebbe cadere in depressione sia me che lui.
E poi.
Perchè non posso usare il cibo vero?
E l'acqua del rubinetto, stra- controllata e stra-sicura?
Perfino l'olio deve avere quella etichetta?
Ah già. Mi ero dimenticata che tutte quelle marche ti servono a mantenere il tuo mega SUV da 50.000 €!
Cara Magò, io ti ringrazio comunque, perchè almeno capisco come mai tanti bambini di oggi hanno problemi con il cibo, tante intolleranze, inscenano tanti rifiuti e perchè lo svezzamento è vissuto spesso in modo tanto difficile.
A proposito, ti è giunta voce che non si chiama più svezzamento ma "Alimentazione complementare a richiesta"? Indovina complementare rispetto a cosa?
Ma guarda un po'.
Alla tetta.

lunedì 21 settembre 2009

Del perchè lo dico io e basta

Mai avrei immaginato, prima di restare incinta, che il mestiere di mamma avrebbe richiesto tanto sforzo e tanta fatica.
No, non sto parlando della fatica quotidiana, dei nuovi orari, delle responsabilità, dello sforzo per adeguarsi a ritmi diversi e ad una vita totalmente rivoluzionata.
Sto parlando dello sforzo e della fatica per riuscire a seguire il proprio istinto, le proprie intuizioni nonostante il gran vociare di amici, parenti e conoscenti che, bontà loro, in ogni caso devono elargire qualche suggerimento.
All'inizio è difficile: la voce interiore c'è, ma è flebile, insicura, sovrastata dall'abnorme quantità di credenze che raggiungono la neo-mamma.
Poi il bimbo cresce, si acquista sicurezza, l'intuizione si fa coraggio, si fa strada fra le tante opinioni e, guarda un po', ha quasi sempre ragione.
Però non è facile.
Noi, come genitori, sin dai primi giorni di vita del nostro bimbo, avevamo delle idee su come educarlo, su come crescerlo, ma soprattutto io come mamma sentivo cosa era giusto fare, sapevo dentro di me cosa era giusto per lui, ma ho incontrato enormi resistenze a fare passare il concetto che la mia intuizione indicava la giusta direzione.
L'impressione è che si sia persa totalmente la fiducia nell'istinto, sia materno che paterno, per dare invece ascolto al parere di "esperti", che niente hanno a che fare con il bimbo nel qui e ora ma che, in quanto già genitori, la sanno più lunga di tutti.
Non parliamo poi di pediatri o puericultori, in questo campo le mode vanno e vengono ad una velocità tale che credo persino loro fatichino a seguirle.
Il nostro bimbo ha solo 5 mesi, ma già abbiamo dovuto affrontare spinosi dilemmi relativi al dove e come farlo dormire e addormentare, come farlo mangiare e ogni quanto, come vestirlo, cosa dargli da bere ( o non dargli affatto), tenerlo in braccio o meno, ecc... argomenti che ogni mamma conosce fin troppo bene.
E allora? Che fare in questi casi?
Paradossalmente, l'unico strumento valido che abbiamo trovato per arginare il gran bailamme dei consiglieri, è stato quello di informarci, di girare in rete e trovare blog o siti che riportino informazioni valide, titoli di articoli o libri, risultati di ricerche e acquistare dei manuali che riportassero le nostre stesse opinioni e recitare come un mantra le nostre convinzioni: non siamo noi a pensare così, lo dice il Dottor XXYZ, e noi seguiamo fedelmente il parere degli esperti!
Lo scopo è quello di dimostrare che, sebbene mettiamo in atto comportamenti ritenuti bizzarri, inusuali o (orrore!) addiritura anticonformisti rispetto alle mode del momento, lo facciamo supportati dalla teoria, dalla conoscenza scientifica e, quindi, siamo genitori perfettamente responsabili.
Semplicemente dire che agiamo in un certo modo "perchè noi sentiamo e pensiamo così" non sortisce gli stessi risultati, anzi, aumenta il gran coro dei consiglieri che tentano in ogni modo di riportarci sulla retta via.
Che pasticcio.
A volte mi sembra di vivere una doppia vita: quella ufficiale, la bella copia diciamo, da presentare al pediatra, ai conoscenti, al parco, infarcita da mezze verità, mezze bugie, comportamenti standard e uniformati.
E poi quella vera, clandestina quasi, in cui posso finalmente dire e fare ciò che ritengo più giusto per il mio bambino, infischiandomene serenamente dl parere altrui.
E così, tra un "Besame Mucho", un "Bebè a costo zero" e un "Io mi svezzo da solo!" andiamo avanti giorno dopo giorno nel nostro quotidiano confronto con il mondo là fuori.
Un grazie a tutti coloro che diffondono e credono nella libera informazione e nel circolare delle idee.

venerdì 18 settembre 2009

Padellate come se piovesse

"Ma perchè poi fate piangere il bambino in questo modo...!!!!"
(così apostrofommi con evidente disprezzo una signora all'ikea)

Cara signora che ti incontro all'ikea di venerdì mattina che Jeeg ha preso ferie per venirci perchè di sabato c'è troppa gente e non si può girare, tu poni una domanda sensata: perchè facciamo piangere il bambino in questo modo all'ikea?
Davvero non ti vengono in mente risposte utili in quella tua testolina ripiena di tofu?
Secondo te perchè?
Perchè ci divertiamo?
Perchè non abbiamo altro da fare?
Perchè non avevamo altro posto dove farlo piangere e, siccome siamo degli snob, ogni giorno lo portiamo in un posto diverso e oggi è toccato all'ikea?
O forse perchè, anche se ci è nato un infantolino e ci facciamo un mazzo così da mane a sera per tirarlo su con tutti i crismi, la vita va avanti e bisogna pur uscire di casa e fare delle cose per il prosieguo appunto della vita stessa?
Di quante baby sitter pensi che disponiamo?
Chi credi che possa andare al nostro posto a ordinare mobili?
E comunque: ma perchè non ti fai una forchettata di c***i tuoi?!

Scusate eh, ma a me questi che passano e sentenziano non so se si è capito ma mi stanno proprio sulle balle!

mercoledì 16 settembre 2009

Corso di massaggio: 2a puntata

Stavolta, memore della puntata precedente, ero pronta: tappi nelle orecchie, tette già calde (ehm! già pronte, intendo), mani piene d'olio e una fiera determinazione a farcela.
Entriamo e... 3...2...1... UAHHHHHH!!!!
Ma porc!!!
Insomma, stesso identico copione della volta precedente: tetta, isteria diffusa, mugolii, biscia impazzita, contorsionismo, gamba di legno.
Mi perdo il massaggio sulle braccia e quello sul petto.
Riesco a sdraiarlo per il massaggio sulla pancia, che il Nanno sembra quasi apprezzare.
Alla fine, sembra quasi rilassato.
Incredibile.
Un Nanno rilassato è un'esperienza quasi mistica: silenzioso, morbido, "pieghevole", de-bavizzato.
Wow.
Chissà che alla 5a lezione io riesca a farlo addormentare?!? (Come no, poi mi sveglio tutta sudata).