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lunedì 15 settembre 2008

Benvenuto raggio di sole

Tra sabato e domenica i campagnoli giulivi sono andati in visita pastorale a portare la buona novella a tutte le famiglie.
Diciamo subito, per chi ancora non fosse a conoscenza della complessa situazione famigliare dei campagnoli, che Gamberetto ha 8 (otto) nonni, 3 zie e 3 zii di primo grado, 20 zie e zii di secondo grado e 2 bisnonni. Così, da un calcolo veloce.
La cosa impressionante sono gli 8 (otto) nonni.
Roba che a Natale mi aspetto un TIR di giocattoli che scarichi i regali sul prato davanti casa.
Anyway.
Per ragioni di spazio elencherò di seguito solo i commenti dei magnifici 8, evitando quelli di tutto il resto del parentado:
" Era ora! Giusto 2 settimane fa dicevo a Nonna Yellow Pecora che sarebbe ora che la famiglia crescesse... A Natale sarebbe bello essere un po' di più!" (ha detto Nonno Pescatore);
"Era ora! Giusto la settimana scorsa in pineta vedevo tutte quelle coppie con il passeggino e mi chiedevo quando avremmo avuto anche noi una bella bicicletta con un seggiolino per il nipotino!" (ha detto Nonna la Rossa);
"Era ora! Ora nella casa nuova dovete allestire la mia stanza!" (ha detto Nonno sitter);
"Finalmente vi siete dati da fare come si deve!" (ha detto Nonno Pozzo di Scienza)
"Ah! Era ora che me lo diceste! Io in realtà lo sapevo già, avevo fatto i tarocchi!" ( ha detto Nonnoracolo).
Insomma, erano tutti impazienti.
In effetti, dopo 3 anni di tentativi cominciavamo a disperare anche noi...
Però, e con questo chiudo, si vede già da subito che tipo è questo Gamberetto: ha aspettato che io venissi assunta con un lavoro decente e che la casa nuova fosse pronta.
Gambe, te lo dico già: ora sei senza mani ( e braccia) ma dovrai darti da fare anche tu!!!

martedì 9 settembre 2008

7a settimana

Riassunto delle puntate precedenti: la campagnola giuliva scopre di essere gravida e, quasi contemporaneamente, si accorge che qualcuno, per burla, ha scambiato il suo stomaco ( e il suo fiato) con quello di un varano.
Stordita dalle nausee, piegata dai crampi allo stomaco, con la lingua asfaltata e un mal di testa insistente, la campagnola si attarda alla macchinetta del caffè ingurgitando uno dopo l'altro pacchetti di crackers, salatini per aperitivo, Ringo al cioccolato, patatine fritte, lattine di Fanta e Tè freddo.
Le notti sono foriere di incubi mitologici, in cui la campagnola combatte draghi e mostri a due teste. La scorsa notte le è persino apparso Gollum, chiedendole se gradiva del pesce freddo.

Nelle prossime puntate: il maritozzo, provato dall'alito pestilenziale della campagnola chiede il divorzio e la patria potestà del Gamberetto.
La campagnola, in preda alla nausea più nera, rapina un discount con una pistola ad acqua. Arrestata, partorirà in cella.
Ha da passà 'a nottata.

Il cerchio si chiude

Mancava una cosa sola che certificasse il paesino come Paese del Decennio, una cosa apparentemente superflua ma, come ogni donna sa, il superfluo è spesso vitale.
Ma i miracoli accadono, accadono in giorni assolutamente anonimi, senza alcun preavviso, così, come fosse la cosa più naturale del mondo.
Giovedì scorso, passando di corsa in una via del Centro (ehi! anche il paese ha il suo downtown) ho visto di sfuggita che si stava inaugurando un negozio nuovo. Gente in piedi, pasticcini, bottiglie aperte, risate... Tra la folla in piedi ho scorto di straforo un paio di oggetti che mi hanno scaldato il cuore di speranza: dei lavandini e delle poltroncine girevoli. Un parrucchiere! ho pensato con un tuffo al cuore, un parrucchiere nuovo!
E una piccola fiammella si è accesa nel deserto tricologico della mia cittadina, una fiammella che è diventata un bel falò il giorno dopo, quando sono ripassata davanti al negozio e ho visto che a) i proprietari erano 2 ragazzi b) il nome del negozio era alquanto singolare "I Puccini", al plurale, come "I Sopranos".
Sabato pomeriggio ero già dentro (altro miracolo, c'era posto) e ho espresso la mia richiesta in modo forte e chiaro: "per favore, signor parrucchiere nuovo che hai aperto ieri, fai qualcosa per questi robi che ho in testa". Uhm, ha detto il signor parrucchiere nuovo che ha aperto ieri, vedo la buona volontà, siediti pure.
E dopo solo un'ora la Campagnola Giuliva è uscita fresca e scalata, con una bella chioma liscia liscia, frutto di una piastra a 280° che nelle sapienti mani del signor parrucchiere nuovo le ha strinato la chioma come una criniera.
Oggi, dopo aver lavato il tutto, la Campagnola si ritrova con tanti bei riccioloni, come una bella pecora appena uscita dall'autolavaggio.
Dichiaro il 6 settembre come giornata ufficiale del Parrucchiere.
Viva viva.

mercoledì 3 settembre 2008

Cercasi donatori

Purtroppo, dopo il parto, avrò bisogno un trapianto di fegato.
Prosegue infatti senza fine la mia ricerca disperata di alimenti calorici, salati, fritti, piccanti e grassi.
Ieri sera, dopo la palestra (ore 22:45) mi sono scofanata senza ritegno un 20 centimetri di salsiccia, un bel pezzo di filetto di maiale avvolto nel lardo, mezza forma di grana, una ciotola di zucchine a funghetto, dei lamponi avanzati dalla sera prima, un paio di grissini pucciati nella mayonese e dei peperoni al forno. BURP!
Alla fine, non mi sentivo tanto bene.
Saranno stati i lamponi.
In compenso, Jeeg mi abbracciava la pancia commosso, è proprio mio figlio, si vede che è proprio il mio bambino! Papà è qui, diceva,non ti preoccupare, ci sarò sempre io a darti patatine e ciccioli!!!
Oh My God.

Cittadini inside

E' proprio vero che l'abito non fa il monaco!
Chi segue questo blog sa quanta fatica facciamo l'ingegnere ed io per riuscire a superare la vergogna dell'emarginazione sociale che immancabilmente interessa i poveri cittadini che si trasferiscono in campagna.
Ne abbiamo fatta di strada negli ultimi 2 anni, mica poca neh!, abbiamo la macchina sporca di terra (dentro e fuori), salutiamo nei negozi e ci intratteniamo con commessi e garzoni, conosciamo tutti i banchettari del mercato del sabato, abbiamo imparato a sbrinare la macchina d'inverno e a commentare con fastidio la mancanza di pioggia che prosciuga le vigne, sto lentamente imparando il dialetto (grazie ad un collega volenteroso) e l'Ingegnere sa tutto della vita dei muratori della ditta, insomma, da fuori sembriamo proprio paesani.
Ma dentro evidentemente siamo ancora gente di città.
L'ultimo scandalo, che ancora un po' vengo lapidata in ufficio, riguarda sempre i maledetti topastri che abitano a casa nostra e che l'ingegnere cattura e libera nel parcheggione.
L'ingegnere libera i topi nel parcheggione.
E questo è la vergogna massima.
Ma come libera? Ma libera i topi? Ma vuoi dire che cattura e libera i topi? Cioè non li ammazza? Non li annega, non gli fracassa la testa, non li decapita, non li avvelena, non li esplode, non li prende a badilate?
No, li lascia andare.
L'apocalisse.
Ma è matto? Ma cosa gli prende? Alzano il telefono e raccontano ma l0 sai che qui c'è uno che libera i topi? Eh, lo so ma è della città.
Ecco, questa è la frase che ci accompagna: sono cittadini. E quindi: nesci, lenti, impediti, vengono a rubare le nostre terre e il lavoro ( le donne gliele lasciamo), i cittadini sono una calamità.
Io non so se ce la faremo mai, magari riunendoci in un'associazione, i "Desperate Citizens" o anche i "No city, no party" oppure i "Ma se ghe pensu".
Che ne so.
Se qualcuno è stato emarginato e sa dei barbatrucchi per diventare l'amico del cuore di quello che lo emarginava, ci scriva.
Grazie.

lunedì 1 settembre 2008

Il padre ...

Acc... sarò padre … tante domande poche certezze!
La campagnola il bambino già lo “vede” mentre io lo immagino …
La cosa che si nota di più per ora sono la nausea ed i suoi mal di testa … per non parlare delle TETTE.

Tale padre...

A volte uno si chiede, ma a chi assomiglierà il gamberetto?
Più all'ingegnere? Più alla campagnola giuliva?
Avrà i miei capelli e i suoi occhi? Sarà intelligente come l'inge? Orbocieco come me?
Per ora, l'unica certezza, è che il padre è lui.
Come si spiegherebbe altrimenti che in ogni momento della giornata ho voglia di magiare roba fritta, salata, piccante?
Io, di solito così morigerata, che mangio e cucino con il senso di colpa come unico condimento, negli ultimi giorni ho mangiato:
- anacardi salati
- costolette di maiale
- patate fritte
- salsiccia
- toast e pizzette
- l'antipasto caldo del ristorante cinese (notoriamente fritto e unto).

Il bello è che la sola idea di un'insalata mi fa vomitare, solo il fritto sembra essere gradito alla mia pancia.
Io speriamo che me la cavo.